A due passi dall’Arena si trova Yard, un ristorante giovane che fa viaggiare con piatti delle cucine di tutto il mondo. Menu con proposte cosmopolite: Lobster&Chicken, Onion&Brie cheese, felafel libanesi e zuppe orientali

«Not in my back yard» dicono gli inglesi. A dimostrazione di quanto sia importante il cortile, anche in senso metaforico. Prende spunto da back yard, il giardino dietro casa tipico delle città anglosassoni, un nuovo ristorante aperto da pochi mesi a Verona che punta dritto verso lo stile newyorchese: Yard. Una proposta originale, unica per la città scaligera. Una sfida alla tradizione, visto che ci troviamo in pieno centro, in via Cavour, a pochi passi dall’Arena, e pare invece di essere a Manhattan.

Una proposta gastronomica varia e ricca di spunti, capace di soddisfare tutti i palati: dai “carnivori” ai salutisti

La proprietà, come la gestione, è giovane e vuole trasmettere la passione maturata nei viaggi all’estero. Il format mira, in particolare, a questa clientela. A cominciare dall’area Airstream: un caravan portato direttamente dagli States i cui vani forniscono piatti veloci e cocktail dallo stile cosmopolita, come 1st Avenue, con Campari, rabarbaro Zucca, succo di carota sciroppo d’acero e cannella. Ci si sposta invece nella zona classica della ristorazione, dove la cucina è a vista, per una buona cena dal gusto internazionale. Muri grezzi, look industriale e di recupero per due ampie sale, con soffitti alti a cassettoni di legno e filari di luci che pendono. Verde e piante ovunque.

Il menu è una sorta di viaggio intorno al mondo delle cucine, perché si può anche viaggiare stando fermi. Panino all’astice con caviale d’alga nera, platano fritto, aragosta, carne con taglio americano (1,6 kg per 2 persone!), ma anche preparazioni della tradizione italiana e mediterranea, Cacio&Pepe, burrata affumicata con acciughe del Mar Cantabrico e intriganti proposte local come la costata di scottona della Lessinia con salsa al Jack Daniel’s. Non mancano, naturalmente, le preparazioni healthy e vegan e quelle dedicata al sushi e sashimi. I piatti sono poi suddivisi in starters, first courses, main courses, sides e desserts, come nella migliore tradizione internazionale.

Si va dalle falafel libanesi alla newyorkese Waldorf, insalata con sedano rapa, mela verde e noci con salsa waldorf allo yogurt. Si spazia tra Oriente e Occidente: dalla noodle soup orientale ai Mac&Cheese, i maccheroncini di pasta all’uovo gratinati al formaggio cheddar con polpa di granchio tartufata. E dall’Europa agli Usa: dalla Francia, con la Onion&Brie Cheese, zuppa di cipolle con formaggio brie e crostini di pane di grano duro, all’Inghilterra, con il classico Fish and Chips, fino agli States con Lobster&Chicken (astice, pollo, riso basmati alla curcuma e latte di cocco).

Globetrotter anche la proposta dei dolci, con il Banana Tiramisù o il Salted Caramel Brownie (Brownie a pezzi, gelato fiordilatte, caramello salato e marshmallow). Buona la carta dei vini, con bollicine in primo piano che vanno dalla proposta local, Lessini Durello, Prosecco, alle etichette metodo Classico, da Cà del Bosco a Ferrari. Ma si spazia ovviamente in tutto il mondo, con rossi anche dalla California e Argentina.