È stata una serata all’insegna dell’Art Dèco, degli anni ’30 e del buon vino quella svoltasi a Villa Necchi per raccogliere fondi per il Fai

L’Art Dèco è di casa a Milano, tutti hanno visto la Stazione Centrale, splendido esempio di questo stile, o come il riscoperto Albergo Diurno di Porta Venezia, rimasto nascosto nel cuore della città e arrivato a noi quasi intatto. Un altro gioiello di quel periodo è Villa Necchi, realizzata negli anni Trenta dall’architetto Piero Portaluppi e oggi in mano al Fai, Fondo ambiente italiano, Delegazione di Milano. Delegazione che proprio a Villa Necchi ha organizzato, in collaborazione con Tibevo, Ebrezza Déco, una serata speciale, dove musica, arte e vino si sono fusi insieme, cercando di riportare alla vita le atmosfere tipiche degli anni Trenta.

Si è svolta un’asta con bottiglie donate da importanti cantine

Nella cornice del giardino della villa, animato dalla borghesia milanese tra le due guerre, all’ombra delle maestose magnolie e al bordo della piscina, c’erano i banchi di degustazione, separati da opere grafiche che richiamavano quel mondo. Materiali arrivati appositamente dagli archivi di Archivio Marcello Dudovich, Archivio Storico Pirelli, Ufficio Stampa LaRinascente e collezioni private. All’interno della villa, aperta e completamente visitabile per l’occasione, c’era la mostra Basement del pittore Guido Buganza. Una rassegna di opere, esposte per la prima volta, che hanno come soggetto Villa Necchi e l’Albergo Diurno. A far da sottofondo la musica, rigorosamente suonata dal vivo e in costume d’epoca, di Lady Dillinger Swing Band.

Il vino, però, è stato il coprotagonista della serata. La selezione di cantine fatta da Tibevo ha permesso ai circa 350 ospiti, di scoprire chicche enologiche, con una offerta che spaziava dal Nord al Sud. Alla serata hanno partecipato Tenuta Coppadoro (Puglia), Marconi (Marche), Terrazze dell'Etna (Sicilia), Poderi Cellario (Piemonte), La Masera (Piemonte), Angelo D'Uva (Molise), Avide (Sicilia), Barattieri (Emilia Romagna), L'Uccellaia (Emilia Romagna) e I Turri (Piemonte). Un viaggio tra bianchi, rossi, rosati, spumanti, con molti vitigni autoctoni, una scoperta per molti presenti come ci ha spiegato Matteo Galliano, fondatore di Tibevo.

«La serata è stata per noi un successo. I partecipanti erano molto soddisfatti di come è stata organizzata, ma soprattuto dei vini degustati. Molti hanno apprezzato la scelta che abbiamo fatto, sopratutto il fatto di aver portato vini autoctoni, figli di un territorio, e per questo poco conosciuti al grande pubblico. Apprezzato anche il succo di melograno, proposto dalla Melojuice, che spremuto fresco al momento ha trovato molti consensi, anche per la novità».

I partecipanti hanno potuto assaggiare vini che arrivavano dalle pendici dell’Etna, dalle colline del Molise o da quelle Piemontesi. Hanno trovato vini fatti con diversi vitigni come Albana, Tintilia del Molise, Nerello Mascalese, Erbaluce di Caluso, Barbera (proposto in versione rosé) e molti altri ancora. Una piacevole degustazione che ha accompagnato tutti i presenti al momento clou della serata: l’asta di bottiglia a favore del Fai - Delegazione di Milano. Perché scopo della serata era quello di raccogliere fondi per finanziare il lavoro del Fondo ambiente italiano. Dieci prestigiose cantine – Cantine Ferrari, Allegrini, Cantine Del Notaio, Caprai, Donnafugata, Tasca d’Almerita, Montevetrano, Tramin, Nonino – hanno donato delle importanti bottiglie per questa iniziativa.

«L’asta benefica, che doveva svolgersi all’interno di Villa Necchi, ma vista l’elevata partecipazione si è tenuta all’aperto, nello splendido cortile. Oltre alle 10 cantine partecipanti, due di quelle presenti nello spazio di degustazione: La Masera, con una speciale bottiglia di Erbaluce di Caluso con annullo filatelico, e Poderi Cellerio, con un particolare Nebbiolo vinificato in purezza. Sono battute all’asta quasi tutte le bottiglie a disposizione, ma terminando l’asta a tarda ora un paio sono rimaste invendute. Complessivamente sono stati raccolti oltre 1800 euro per il Fai».

I partecipanti hanno potuto così immergersi nell’atmosfera degli anni ’30 di Milano, aiutati anche dalla presenza di persone vestite come all’epoca che hanno fatto da cornice ai vari momenti della serata. Una piacevole esperienza dove tutto aveva il sapore della scoperta: dagli splendidi arredi di Villa Necchi, ai quadri di Guido Buganza, dalla musica alle grafiche d’epoca, sino ad arrivare ai vini, per brindare alla bellezza e alla poesia di questo angolo Dèco di Milano.