La scelta dei fondatori di The Avocado Show è quella di far ruotare tutta la cucina attorno a un solo alimento, una tendenza della gastronomia del futuro

L’idea sembra azzardata, ma stando ai riscontri sui social, è premiante. Ad Amsterdam apre The Avocado Show, il primo ristorante d’Europa dedicato a un solo ingrediente: l’avocado. Su Instragram i follower che attendono l’inaugurazione, in programma a fine febbraio, sono già 23mila. Stando alle prime foto pubblicate, i piatti sono accattivanti dal punto di vista cromatico ed estetico e stuzzicanti: burger, tacos, insalate, pita, patate fritte, hot dog, toast, torte. E spunta anche una pizza all’avocado. Un menù tutto contrassegnato dal verde brillante di questo frutto.

Anche in Italia, per la precisione in Sicilia, appaiono le prime coltivazioni di avocado

The Avocado Show, fondato da Julien Zaal, Ron Simpson e Jaimie van Heije, aprirà nel quartiere multiculturale De Oude Pijp, un’area pullulante di locali che propongono cucina da ogni parte del mondo. Questo locale lavorerà con Fooddeco, fondato dalla food blogger Colette Dike, per il foodstyling, alcuni sviluppi delle ricette e per la fotografia. «Non vediamo l’ora di preparare nuove creazioni. Amiamo il suo libro (che è dedicato all’avocado – ndr), la sua pagina Instagram e la sua visione. Quel libro è la nostra bibbia» dicono i fondatori di The Avocado Show.

L’idea, indubbiamente innovativa, merita alcune riflessioni. Il primo è che i tempi cambiamo. Puntare solo su un vegetale è l’ennesima riprova che il trend vegetariano è forte.

L’avocado, una bacca con un solo seme nativa dell’America Centrale, è, in particolare, un alimento versatile, completo. Un healthy food, altra linea premiante. È, infatti, ricco di grassi buoni come l’acido oleico, che si ritrova nell’extravergine di oliva, è proteico ma moderatamente dietetico (varia dalle 120 alle 231 chilocalorie a seconda delle diverse tipologie). E fornisce buoni apporti di potassio, vitamina K ed E che ha effetto antiossidante. «Secondo alcune indagini ridurrebbe i livelli di colesterolo Ldl (quello «cattivo» - ndr) e darebbe un bel senso di sazietà» scrive Eliana Liotta nella dieta Smart Food.

La sua coltivazione, diffusa anche nel Mediterraneo, da Israele alla Spagna, comincia a trovare interesse anche nel nostro Paese, grazie anche ai migliori margini di guadagno: in Sicilia, per esempio, ai piedi dell’Etna. Con limoni e arance non si campa più: negli ultimi quindici anni la superficie coltivata di limoni in Italia si è dimezzata, secondo i dati Coldiretti. «Quindici anni fa abbiamo cominciato la produzione di avocadi convertendo quella di limoni senza però abbandonarla completamente – spiega Andrea Passanisi, 32 anni, titolare dell’azienda Sicilia Avocado di Giarre – Ho avuto questa intuizione dopo un viaggio in Brasile. L’offerta di avocado è inferiore alla domanda. A Giarre abbiamo un terreno ad hoc, vulcanico e sabbioso, lo stesso che c’è in Messico, ma noi siamo alle pendici dell’Etna. L’avocado fa bene alla salute, la Cancer Cure foundation lo ha inserito tra i cibi che prevengono il cancro. Il nostro – sottolinea – è un prodotto bio, nasce in un terreno sano e ricco di humus (non concimo da cinque anni). E che vendiamo con e-commerce anche all’estero: Francia, Olanda, Svizzera, Polonia, con consegne nel giro di 24-48 ore. Quello che si trova nella grande distribuzione, d’importazione extraeuropea, ha una filiera lunga e perde così gran parte delle qualità organolettiche».

La seconda considerazione è che l’innovazione in cucina potrebbe cavalcare la proposta del singolo alimento o ingrediente declinato in mille modi. L’alta cucina ci crede. A cominciare dallo chef Roberto Conti del ristorante Trussardi alla Scala. «Si dice che il piatto perfetto sia formato da tre ingredienti, di più diventerebbe dispersivo. In realtà stiamo andando verso il monoingrediente. Io vorrei fare un menù degustazione di dieci portate dove in ognuno c’è un solo prodotto, declinato con diverse consistenze. Un carciofo, per esempio, lo posso preparare all’agro, in brodo, caramellato, gelato. Questo sarà il futuro. Si cerca sempre di più la pulizia del piatto, se c’è un grande prodotto a disposizione».

Insomma, l’idea che arriva dall’Olanda aspetta un’applicazione anche in Italia. Locali innovativi dedicati a esaltare un singolo piatto o prodotto nascono, in verità, anche da noi. Aprono lasagnerie, bistrot dedicati alla Mozzarella di Bufala Campana o  ai salumi per esempio. La schiera di proposte basate su primi piatti, carne o pesce ci sono. Ma un ristorante che gira attorno a un unico vegetale forse ancora manca. Con 110 prodotti Dop e Igp, solo tra i prodotti ortofrutticoli e cereali, non c’è che l’imbarazzo della scelta.