Solo Wild Gin è l’unico gin italiano prodotto con una sola botanica, il ginepro selvatico di Sardegna, raccolto a mano. Sotto il brand Pure Sardinia, Flavio Porcu produce rari spiriti a km zero, con ingredienti selvaggi dell’Isola. Come Doro Aged Gin, eccezionale gin che affina in botti di castagno

Sardegna: Argyròphleps nesos, «l’isola dalle vene d’argento», la chiamavano gli antichi. La mitica Atlantide, secondo un’appassionante e suggestiva inchiesta di Sergio Frau (Le colonne d’Ercole). Un luogo magico e misterioso, con i suoi ottomila nuraghi. Posti eccezionali, come l’altare preistorico del Monte d’Accoddi, una sorta di ziqqurat mesopotamica, un monumento unico non solo in Europa ma nell'intero bacino del Mediterraneo e che in quanto a fascino non ha nulla da invidiare a Stonehenge. Un’isola baciata dal sole, 300 giorni l’anno, sferzata dal Maestrale. Una natura ancora incontaminata e selvaggia, dove fioriscono mirto, corbezzolo, lentisco e ginepro. Nasce da questa ricchezza il progetto di Flavio Porcu, 49 anni, alle spalle una solida esperienza nel mondo degli spiriti: creare gin unici e a km zero. Come Solo Wild Gin, un distillato di ginepro selvatico sardo, raccolto a mano lungo quella costa occidentale dell’Isola, sempre battuta dal vento, che fa pensare alla Scozia. E Doro Aged Gin, un gin che matura in botti di castagno. A questi si affiancano altri straordinari prodotti commercializzati con il brand Pure Sardinia, legati da un fil rouge: botaniche fresche e selvagge del territorio.

Flavio Porcu e il gin: dove nasce questo amore?
«Da una passione personale per liquori e distillati, inizialmente per il rum e poi per il gin. Sono 29 anni che opero in Sardegna come manager per liquorifici, distillerie, cantine, pur avendo formazione di tutt’altra natura, in campo elettrotecnico. Dopo aver lavorato tanti anni nel beverage, nel 2014 sono diventato imprenditore. E ho creato il marchio Pure Sardinia, sede a Sassari, con la collaborazione della distilleria Silvio Carta».

Perché questo nome e con quale scopo?
«L’idea è portare i prodotti sardi in tutto il mondo. Ho usato pertanto l’inglese, perché i nostri nomi sono spesso difficili. Il termine “Pure” rimanda al concetto che tutto quello che vado a proporre è interamente realizzato in Sardegna, con botaniche sarde: mirto, ginepro, elicriso, Salvia desoleana, una specie endemica dell’Isola, artemisia, lentisco. Erbe spontanee del territorio».

Dove vengono raccolte queste botaniche?
«L’artemisia un po’ ovunque, specie nelle zone lagunari. Il ginepro ha una diffusione in tutta l’isola. È un arbusto spontaneo, che cresce prevalentemente lungo le coste: noi, in particolare, raccogliamo quello della costa occidentale. Ha un profumo diverso da quello nordico. Si sente l’influenza del clima, che dà più aromi ai frutti. Noi usiamo esclusivamente quelli selvatici. Niente prodotti coltivati da vivaisti, solo botaniche wild, fresche. La maggior parte delle aziende che produce gin acquista, invece, da vivaisti in Umbria e Toscana».

C’è quantità sufficiente di queste erbe selvatiche sull’Isola?
«La Sardegna è famosa per il mirto, un arbusto spontaneo. Il ginepro è più del triplo o del quadruplo come diffusione: le bacche non mancano di certo. Il ginepro è anche specie protetta sull’Isola: i raccoglitori non hanno alcun interesse a danneggiarlo, perché è fonte di guadagno».

Che cos’ha di speciale il ginepro sardo?
«Il ginepro italiano è definito il migliore del mondo. Immaginiamo cosa possa dare quello sardo, spontaneo, che cresce su un’isola incontaminata, battuta dal vento, con 300 giorni di sole l’anno! I prodotti vengono poi distillati dall’azienda Silvio Carta con cui collaboro, che ha sede a Zeddiani, in provincia di Oristano, dove ho lavorato diversi anni».

Solo Wild Gin è un prodotto unico?
«Al mondo ho contato solo cinque aziende che fanno gin con la sola bacca di ginepro. In Italia non mi risultano».

Che profumi ha Solo Wild Gin?
«Netti, verdi, selvatici, quasi pungenti; di resina, aghi di pino e macchia mediterranea. Mettendo il naso in un bicchiere di Solo Wild Gin si sentono questi profumi avvolgenti. È ottimo come gin tonic, con una buona acqua tonica e scorza di limone che dà freschezza. Anche liscio è gradevole, senza squilibri di amaro o di acido. Lascia la bocca molto morbida».

Conosciamo, invece, l’altro gin prodotto da Pure Sardinia: Doro Aged Gin.
«Ha 44 gradi, mentre il Solo ne ha 40. È fatto con cinque botaniche, artemisia, salvia, foglie di mirto, ginepro, lentisco e scorze di agrumi. Ha un anno di affinamento in botti di castagno: non lo fa nessuno in questo modo, credo sia una ricetta unica al mondo. Il bouquet è completamente diverso, si sentono gli agrumi, camomilla, miele, note aromatiche dolci».

Dove si trovano i vostri gin?
«Sono distribuiti da Fine Spirits, che ha sede a Genova e ha un catalogo ampio su prodotti di alto livello. Sono conosciuti soprattutto al Nord e nel mondo della mixology. Per esempio Trussardi alla Scala ha scelto Solo Wild Gin come house gin. Lo utilizzano anche Armani Bamboo Bar, Rita, Lacerba».

Quali sono gli altri prodotti di Pure Sardinia?
«Mirto, vodka, vermouth. Quest’ultimo è ottenuto con vino Nuragus. Prima usavamo il Vernaccia, ma da tre anni se ne raccoglie pochissima di quest’uva».

L’attenzione agli ingredienti e al fattore locale, che sono trend nel food, investono anche chi produce spiriti.
«Sono fattori che possono risultare vincenti. Noi usiamo botaniche che arrivano tutte dalla Sardegna. Un posto incontaminato, al centro del Mediterraneo, che ha clima favorevole, una qualità dell’aria magnifica grazie anche all’influenza dei venti. I prodotti nascono spontaneamente. È anche la regione d’Italia con la minore densità per chilometro quadrato. Sono valori aggiunti».

Come definirebbe i suoi due gin?
«Sono gin emozionali. In etichetta ho anche scritto delle cose con questo scopo. Nel packaging del Solo è raffigurato un arbusto piegato dal vento. Crescendo sulle coste ventose è sempre così, ma resiste e sprigiona una qualità aromatica pazzesca. Sono gin romantici. Quando si mette il naso nel bicchiere, si respirano i profumi della Sardegna nelle giornate di Maestrale».