Si è recentemente svolta Sangiovese Purosangue 2018, manifestazione che ha portato a Siena oltre 300 etichette di vini ottenuti con questo vitigno

Il sangiovese, vitigno tipico toscano, eroe e cavaliere austero alla coorte dei rossi internazionali, da ormai 8 anni ha trovato casa nella kermesse Sangiovese Purosangue organizzata dall’Associazione Enoclub Siena. Si tratta di un evento che, attraverso una formula itinerante, ha toccato città come Roma e Milano e che quest’anno si è svolto nel Palazzo Comunale di Siena affacciato su Piazza del Campo, arena del famoso Palio. I Magazzini del Sale situati all’interno del Palazzo Comunale, con i loro bassi tetti a volta e le colonne rustiche in laterizio rosso, sono stati il set accogliente delle degustazioni. Protagonista indiscusso è stato dunque il sangiovese, vitigno che continua ad affascinare e a piacere per il suo nerbo saldo e potente che, rivestito della gentilezza di bouquet fruttati, termina poi in un’austera acidità che asciuga e “lascia la bocca setosa” per la finezza dei suoi tannini. Eleganza e potenza fiera ne fanno un campione. Tuttavia, non sono mancati in degustazione altri importanti vitigni come cesanese, merlot e vermentino.

Il sangiovese è un vitigno capace di dare grandi soddisfazioni al palato e il tempo non lo spaventa, anzi, lo migliora

Approfondimenti e wine tasting si sono alternati in un coinvolgente susseguirsi di incontri, presentazioni e banchi d’assaggio. Vi erano produttori vitivinicoli di varie regioni d’Italia, enologi, giornalisti e un forte afflusso di appassionati. L’evento, infatti, si presentava con una certa imponenza: 70 le aziende partecipanti che, con le loro etichette di Sangiovese in purezza, offrivano più di 300 vini in assaggio. Così, è stato possibile confrontare vini di diversi territori e regioni e incontrarne i produttori, savi demiurghi di prodotti d’eccellenza.

L’obiettivo? Valorizzare il vitigno e le differenze territoriali che ne esaltano vari aspetti, ma anche creare interesse, consapevolezza e possibilmente amore verso il mondo del buon vino italiano che è il prodotto che più in assoluto è in grado di riflettere il nostro territorio e di raccontarne la storia. Questa è la direzione di Sangiovese Purosangue, frutto della passione e dedizione di Davide Bonucci, presidente di Enoclub Siena e ideatore del movimento che, ormai da diversi anni, si sta impegnando per portare a compimento un progetto di valorizzazione del vitigno partendo dal nucleo del Sangiovese toscano, tramite indagini e confronti con le altre zone vinicole italiane: Romagna, Umbria e Lazio, con le rispettive sottozone e cru.

Interessantissime le degustazioni guidate di verticali di vecchie annate di aziende storiche toscane. In particolare, presso il Foyer del Teatro dei Rinnovati interno al Palazzo Comunale, si è svolta la Verticale Brunello di Montalcino Riserva Poggio al Vento dell’azienda Col d’Orcia, fattoria biologica e biodinamica insignita di numerose medaglie e riconoscimenti fin dagli anni ‘70. Col d’Orcia si distingue anche per le tecniche all’avanguardia di selezione clonale e massale, e per le numerose collaborazioni con vari poli di ricerca universitari ai fini della zonazione e non solo.

Francesco Marone Cinzano, proprietario e produttore, è stato la voce narrante e appassionata della storia della sua Riserva Poggio al Vento. Il nome prende origine dalla vigna ventilata e dal terreno marino-fossile, ancestrale e sabbioso da cui sorge il sangiovese di questa specifica Riserva, prodotta solo nelle annate migliori con 100 per cento sangiovese affinato almeno 48 mesi in grandi botti di rovere. Le annate presentate e degustate, tutte in bottiglie magnum, sono state: 2010, 2006, 1999, 1997, 1995, 1990. Sorprendente la schiettezza del vino e l’eccezionale tenuta del colore che ingannava l’occhio nel giudicare quale fosse l’annata più giovane e la più vecchia. Forte anche la vena austera acida e tannica, i bouquet fruttati di amarena e vaniglia del 2010 che nella annate più datate si evolvono in aromi terziari balsamici e di cuoio e liquirizia. Il Brunello di Montalcino Riserva Poggio al Vento rappresenta di sicuro una delle più alte espressioni del sangiovese in purezza, rammentandoci così l’anima nobile e il grande valore di questo vitigno.