Dal 9 all’11 giugno la quarta edizione del Parma Etica Festival con spazi dedicati al food: niente prodotti di origine animale e solo cruelty free

Lo scorso anno ha richiamato 40mila visitatori e quest’anno punta a superare quella quota. Parliamo di Parma Etica Festival, l’evento etico più grande d’Europa. Parola grossa per indicare l’ambito della sostenibilità e del food senza prodotti di origine animale e cruelty free. L’appuntamento è a Parma, un luogo che fa notizia visto che siamo nell’area della Food Valley, sede di musei del cibo, quello del Prosciutto e dei salumi di Parma o del Salame di Felino. La città ducale, dal nove all’undici giugno, negli spazi coperti e all’aperto del Parco ex Eridania (43mila metri quadri), a pochi minuti dalla stazione ferroviaria (dalle 9 alle 24, ingresso gratuito), si trasformerà in un grande ritrovo vegan, con tanto di patrocinio del Comune di Parma.

Si parlerà di olio di palma, ricette con erbe selvatiche, agricoltura naturale, orti urbani condivisi, crudismo e digiunoterapia

Secondo il Rapporto Eurispes 2017 le persone che in Italia si dichiarano vegane sono un milione e ottocentomila, circa il 3 per cento della popolazione. In un anno sono triplicate: erano meno dell’uno per cento nel 2016.

La manifestazione, che ha un richiamo nazionale, vedrà la presenza di 160 espositori, in gran parte di food, che proporranno cibi al cento per cento vegetali, ecosostenibili e cruelty free. Ogni giorno funzionerà un ristorante con menu bio e vegano sempre diverso e cucina anche crudista. Spazio a tante degustazioni, crepes etiche, gelato, birra, formaggio e vini vegani, estratti, oltre a laboratori, showcooking e undici corsi di cucina consapevole curati da food blogger di cucina naturale.

Fitto il calendario degli incontri, che hanno come slogan portante le parole di Martin Luther King («We have a dream»), con relatori anche internazionali, dove si parlerà tra l’altro di olio di palma e olio di cocco, ricette con erbe selvatiche, agricoltura naturale, orti urbani condivisi, crudismo e digiunoterapia.

Tra i vari ospiti, Giulia Innocenzi, che ha scritto un volume denuncia sulla realtà di alcuni allevamenti e macelli italiani («Tritacarne», Rizzoli) e conduce su Rai 2 una trasmissione sul tema, che mira a far luce su casi fuori controllo (che però non riguardano la stragrande maggioranza degli allevamenti). Poi Jeffrey Moussaieff Masson, psicoanalista autore di diversi best seller («Il maiale che cantava alla luna», Il Saggiatore), Leila Masson, pediatra e autrici di libri sulla nutrizione dei bambini, Giuseppe Cocca, igienista ed esperto di crudismo e digiunoterapia, Gian Carlo Cappello, agrotecnico che è stato consulente per Linea Verde, nota trasmissione di Rai 1, il biologo Carlo Modonesi, docente all’Università degli Studi di Parma e il teologo Vito Mancuso.

«Il veganesimo è il futuro – spiega Simonetta Rossi, vicepresidente dell’associazione Parma Etica Asd che organizza il Festival – Viste le premesse di chi ci sta chiamando crediamo che ci sarà anche quest’anno un’ottima affluenza di visitatori. Arrivano da tutta Italia, ma cominciano anche i primi contatti dall’estero. Il food occuperà l’ottanta per cento degli spazi. Ci sarà anche un grande fast food vegan – precisa – per accontentare tutti. Diamo voce a tanti piccoli e bravi artigiani e produttori che producono cibo vegano e bio attenti alla filiera».