Con la nuova normativa boom di richieste per nuovi vigneti, dieci volte superiore rispetto alla disponibilità. Nord Est protagonista assoluto

L’Italia vuole vino, o meglio le aziende vitivinicole vogliono produrre più vino. Dal primo gennaio c’è una nuova normativa comunitaria che cambia il modo di gestire gli impianti vitati ed è basata su un sistema di autorizzazioni, meccanismo che permette l’incremento delle superfici vitate, ma all’interno di regole precise per evitare eccessi.

Il successo del Prosecco fa venire fame di terra in Veneto e Friuli Venezia Giulia

Attualmente sono disponibili 6400 ettari per nuove vigne, ma le richieste sono per circa 67mila ettari, dieci volte tanto la disponibilità nazionale. Delle 12mila richieste 2/3 sono arrivate da due regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia. È facilmente immaginabile l’obiettivo: aumentare, e di parecchio, la produzione di Prosecco. Un vino che in questo momento sta avendo successo, soprattutto all’estero, dove è diventato lo spumante per le occasioni informali e i momenti conviviali tra amici.

Solo in tre regioni, Piemonte, Lazio e Umbria, le richieste non hanno superato la soglia dell’uno per cento della rispettiva superficie vitata, nelle altre si assistito a una corsa per chiedere, chiedere e chiedere ancora. L’attuale meccanismo, alla prova dei fatti, non ha funzionato in modo corretto: visto che le richieste hanno abbondantemente superato la disponibilità.

Secondo Coldiretti è necessario dare a tutto il comparto delle regole certe, in modo da evitare fenomeni speculativi e che l’assenza di linee guida precise possa danneggiare il settore. La semplificazione normativa - sempre per Coldiretti – è un passo fondamentale, ma l’attuale sistema basato su un bando legato al criterio del riparto proporzionale dovrebbe essere accompagnato da opportuni meccanismi di salvaguardia ed equità da fenomeni speculativi, basati sulla determinazione di un tetto massimo di superficie richiedibile e/o per singola assegnazione, e una soglia di esenzione al di sotto di una determinata superficie dall’applicazione della decurtazione proporzionale.

Il successo del vino italiano all’estero, e del made in Italy in generale, è un cavallo da cavalcare, ma senza la giusta imbracatura si rischia di cadere e farsi male. Ben vengano degli accorgimenti che permettano a tutto il settore di espandersi, senza perdere di vista la qualità del prodotto, perché questa è il biglietto da visita migliore per i nostri prodotti.