Nel libro «Miraggi alimentari», Marcello Ticca, medico della Società italiana di scienza dell’alimentazione, elenca 99 idee sbagliate su cosa mangiamo

Mangiare il pesce perché contiene fosforo che aiuta la memoria. Evitare il cioccolato perché provoca l'acne. Preferire la carne rossa che è più nutriente della bianca. Marcello Ticca, medico, già componente del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare presso il ministero della Salute, li chiama «Miraggi alimentari» (Laterza). Il nuovo libro del vicepresidente della Società italiana di scienza d'alimentazione, che ha partecipato alle varie edizioni e revisioni dei Larn (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana), ne elenca 99. Quello che ne esce  è un quadro impressionante e a tratti divertente di fake news. E rappresenta una sorta di brusco risveglio dai sogni. «Non esiste un healthy  food ma una healthy dieta» ammonisce.  Qui diamo in pillole alcuni assaggi di quanto riporta.

I dolci fanno venire il diabete. 
Sbagliato. Molti studi dicono invece che la causa principale sia il consumo eccessivo di grassi saturi presenti in maniera maggiore nei prodotti di derivazione animale. La prima regola per tenere a bada la glicemia è, comunque, non aumentare di peso.

I cibi surgelati sono impoveriti rispetto a quelli freschi.
Mica vero. A 20 gradi un prodotto surgelato può essere  conservato fino a 90 giorni. «La surgelazione in alcuni prodotti provoca poi modificazioni che rendono alcune vitamine e alcuni minerali maggiormente biodisponibili».

Vitamine e minerali, più  ne assumo meglio è.
I Larn prevedono non solo un minimo, ma anche un massimo tollerabile di assunzione di sostanze nutrienti.  Non ne è esente  pure la vitamina C, che spesso viene utilizzata in integratori fino a 10 volte la razione raccomandata (105 mg per l'uomo e 85 per le donne). Questo vale anche per il calcio, dose massima giornaliera 2500 mg, raccomandata 1000 mg. L’Efsa ha fissato pure la dose massima del licopene (un carotenoide dal forte potere antiossidante che troviamo per esempio nel pomodoro, soprattutto se cotto): 0,5 milligrammi per chilo di peso corporeo.

I supercibi hanno proprietà curative.
Molti li abbiamo in casa  nostra, come i broccoli. Inutile cercare prodotti esotici. Come i semi di chia  per gli omega 3, la cui biodisponibilità è dubbia e comunque inferiore alla migliore fonte di questi grassi polinsaturi che rimane il pesce.

Pappa reale e propoli, ricche di nutrienti 
Non c’è alcuna presenza significativa di sostanze nutritive. Anzi per la pappa reale, attenzione al prodotto cinese che può contenere cloramfenicolo, un antibiotico sospettato di essere genotossico. Non molto diverso il discorso sulla propoli.

Per dimagrire bisogna abolire la pasta
Una generalizzazione molto superficiale. Quello che conta sono le dosi. Quella consigliata è di 80 grammi, 50-60 se si è sedentari, 120 se si è attivi fisicamente.

Mangiare carne e pasta nello stesso piatto fa male. 
Altra diceria. Separare carboidrati e proteine è privo di senso. In realtà quando mangiamo 100 grammi di pasta consumiamo già con il 70 per cento di carboidrati almeno un 11 per cento di proteine. E con i legumi arriviamo al 23 per cento per 45-55 grammi di carboidrati.

Gli spinaci prevengono l’anemia perché  contengono ferro.
Un mito legato a Braccio di Ferro, un famoso fumetto. Che lo contengano è vero ma in una forma che lo rende poco biodisponibile. Del ferro presente nei vegetali ne assorbiamo solo una piccola frazione: dal 2 per cento all’8 per cento. Di quello della carne arriviamo al 15-35 per cento. Quest’ultimo, poi, rende maggiormente  biodisponibile anche quello della verdura, se mangiata insieme. Ecco perché una bistecca vuole un contorno verde.

Bere latte da adulti è innaturale e fa male.
Al contrario «eliminare latte e latticini dalla dieta è pericoloso», sostiene Ticca. Senza il latte e derivati è per esempio quasi impossibile raggiungere il grammo di calcio giornaliero, il livello raccomandato.

Sale iodato nuovo veleno legalizzato.
Andare al mare per respirare iodio? Una credenza infondata. Lo iodio si assume solo attraverso gli alimenti. Dove, però, ce ne è troppo poco. Ecco allora che è sensato assumerlo con il sale iodato (dal 1977 l’Italia ha deciso di aggiungere iodio al sale, in altri Paesi funziona diversamente: in Olanda, per esempio, è stato aggiunto al pane, in Cina, India e Sudamerica all’olio). In generale è però giusto limitare  la quantità di sale.