Renzo Stucchi, milanese, ha creato nel Viterbese La Piantata: un agriturismo di charme immerso tra campi di lavanda, piante di ulivi e querce secolari

Le suggestioni letterarie porterebbero al «Barone rampante» di Italo Calvino. Quelle architettoniche alla «Casa sulla cascata» di Frank Lloyd Wright, architettura organica. Le bellezze paesaggistiche all’incanto cromatico della Provenza. Le parole però faticano a descrivere una tale fascinazione pittorica che diventa reale in un angolo collinare della Tuscia, ad Arlena di Castro, nel Viterbese. Il paradiso, a 400 metri sopra il livello del mare, è costituto dall’azienda agricola La Piantata, un antico casale abbandonato risalente al 1822 e ristrutturato come agriturismo, immerso tra 12 ettari di campi di lavanda, 1800 ulivi che danno un olio Dop biologico di varietà Canino (l’unica piantagione monocultivar sopra le mille piante della zona), querce secolari, tra cui la più antica d’Italia, di circa otto secoli e alta 25 metri, e altri gioielli tra cui un centro di equitazione e una piscina con vista sulla vallata. Ma il must de La Piantata è tutto da scoprire: due case costruite sugli alberi, inediti rifugi per gli ospiti da cui si ammira uno skyline impareggiabile, a otto chilometri il lago di origine vulcanica più grande d’Europa, quello di Bolsena; il Mar Tirreno che in linea d’aria è poco più distante, Tarquinia e le fascinazioni etrusche di borghi come Tuscania, Vulci, Pitigliano e, sullo sfondo, i Monti Cimini.

La Piantata, un luogo magico per una fuga dalla città ricca di suggestioni

Il regista di questa operazione si chiama Renzo Stucchi, 67 anni, nato a Legnano, ma milanese d’adozione. Uno cui le cose capitano quasi per caso e vengono meravigliosamente. Per anni ha lavorato nel campo della moda, poi la scelta di aprire un agriturismo. «Volevo lavorare sulle navi. Poi ho conosciuto mia moglie, che è di Spoleto ed era impiegata allo showroom di Cacharel, a Milano. Io allora facevo il pasticcere al caffè Taveggia e andavo lì tutti i giorni. Mi sono innamorato della moda e mi hanno chiesto di entrare. Da lì in alcuni anni sono diventato amministratore delegato e ho cominciato ad andare in Francia per lavoro tutte le settimane».

Gli parli e rimani stupefatto da come sia riuscito a creare questo angolo di paradiso. «Ecochic? Sì, diciamo che è un agriturismo particolare. Dopo il lavoro nella moda volevo aprire un hotel di charme e sono finito per aprire un agriturismo. Volevo andare a vivere in campagna, poteva essere la Provenza: ero innamorato di quella regione e ora un po’ la si trova qui, nella Tuscia. Ho scoperto il posto tramite un amico che ha comprato un’azienda agricola a Tuscania. Sono rimasto incantato. Acquistai il casale alla fine degli anni 90 e cominciai a ristrutturarlo aprendolo poi nel 2004. Ho fatto anche un corso di sei mesi per capire un po’ della campagna».

Le case sugli alberi sono indubbiamente la vera attrazione de La Piantata. Costruire case sugli alberi è una tendenza della bioarchittettura che è cresciuta a partire dagli anni 90, non solo in Usa, ma anche in Europa. «Volevo fare un agriturismo, ma non volevo farlo come tutti. E ho deciso di fare una casa su un albero, la gente non capiva. L’idea me l’ha data un architetto che lavorava nel gruppo La Cabane Perchée specializzato in quelle costruzioni. A livello burocratico è stato difficile. Era la prima casa su un albero che si affittava in Italia. La seconda l’abbiamo costruita nel 2010, ma è su palafitte, l’albero è solo decorativo. Oggi nelle zone ritenute ancora sismiche non si può più costruire sugli alberi».

La prima, suite bleue, di 45 metri quadrati, è a otto metri di altezza, nella chioma di una quercia secolare affacciata sui campi blu di lavanda. La seconda, black cabin, a sette metri di altezza, su palafitte, è la più grande d’Europa. Un nido di 87 metri quadri, firmato La Cabane Perchée, all’ombra di un pino marittimo di due secoli, dove provare il brivido di una fuga romantica godendo della bellezza di materiali di pregio e di tutti i confort high-tech disegnati dall’interior designer Claudia Pellizzari: bucchero, legno di cedro canadese, lini e cotoni si armonizzano con vetro e acciaio; tessuti naturali si combinano perfettamente con tv a led e spogliatoio con fotocellula.

Chi volesse provare questa esperienza dovrebbe affettarsi. Per la casa sull’albero la prima data disponibile, quando c’è la fioritura di lavanda (tra giugno e luglio), è nel 2017 («E ci sono già le prime prenotazioni»). Ma se si vuole andare in questo agriturismo in altri mesi la cosa è più semplice. Il cliente tipo? «Giovane tra venti e trentacinque anni. In genere viene una coppia e al 70 per cento è la ragazza che chiama per prenotare e poi porta sull’albero il ragazzo. Ai miei tempi era il contrario. Vengono molti stranieri, inglesi e anche cinesi che amano fare le foto ai campi di lavanda. Negli appartamenti invece il pubblico è diverso, famiglie in genere».

Nella splendida cornice de La Piantata gli ospiti vengono coccolati con prodotti biologici dal padrone di casa e dalla moglie Rosella. Il bed and breakfast offre colazione e pernottamento, ma l’area viene concessa anche per matrimoni con massimo di 40 persone e in alcuni vengono chiamati chef esterni. «In zona si mangia bene, molta cacciagione, piatti della cucina romana, pesce, paste fatte in casa, come i lombrichelli, preparati con acqua e farina (da provare con sugo di fiori secchi di finocchio selvatico – ndr). A La Piantata abbiamo due grosse produzioni, lavanda bio con 120mila piante, siamo i più grossi produttori di lavanda d’Italia; dai 1800 ulivi produciamo poi un olio Canino Dop a bassissima acidità, oltre a oli aromatici. La lavanda la usiamo per fare torte, biscotti, birra, miele. Ci sono 170 qualità di lavanda, la più diffusa a livello alimentare è l’angustifolia, di cui si usa il fiore. Abbiamo anche un negozio a Tuscania e una linea con diversi prodotti. La coltivazione ha dato impulso al territorio: da sei anni si svolge la Festa della lavanda, iniziativa che abbiamo ceduto al Comune di Tuscania. Ci sono gelaterie che propongono il gelato gusto lavanda, sono nati piatti come la spigola con olio di lavanda o il risotto alla lavanda. In Provenza vedi i campi blu ma usano i diserbanti. Noi no. Per i clienti abbiamo anche una piccola produzione di vino, circa tremila bottiglie. Poi le confetture, grazie a 150 piante da frutto».

Dal modo in cui parla capisci che ti trovi di fronte a una persona che fa le cose con passione e che sa cosa significa dare il meglio ai clienti. «Per gli ospiti preparo tutte le mattine lo zabaione e faccio ogni tanto delle torte, anche se non potrei farlo in quanto l’agriturismo non fa ristorazione. Io sono anche pasticcere. Ho lavorato come responsabile del reparto forno al Biffi, al Taveggia, e in vari caffè di Milano da 14 a 24 anni».

Oltre alle due case sugli alberi La Piantata dispone di quattro camere matrimoniali e tre appartamenti. Per quanto riguarda gli arredi, nulla è lasciato al caso. Tutto è di estrema raffinatezza e qualità. «La moda mi ha aiutato molto nell’orientamento del gusto, nella ricerca della qualità e dell’innovazione. Ho aperto più di cento negozi. Mi ha permesso di girare e vedere. Quando ho deciso di aprire un’agriturismo ne ho visti più di cento ma mi sembravano tutti uguali: stessi stili, stessa piscina e mobili finti antichi, banali. Io ho scelto solo cinque elementi, ferro, vetro, cotto, legno di castagno e tufo. Niente plastica. Vengono gli architetti a vedere l’agriturismo e chiedono chi sia il direttore artistico: io, dico a loro che rimangono sorpresi. A me piace lavorare con gli artigiani».

Come ciliegina sulla torta all’interno della tenuta è stata trovata una tomba etrusca dipinta del quarto secolo avanti Cristo («La Soprintendenza ci ha dato l’autorizzazione ad aprirla al pubblico»). Negli affreschi etruschi traspare la stessa serenità, quasi una gioia di vivere, che permea questi luoghi. David Herbert Lawrence che visitò l’Etruria alla fine degli anni Venti scrisse che «l’aldilà degli etruschi era un luogo sereno. E siccome la via terrena era così bella quella dell’aldilà non poteva essere che una continuazione».

Stucchi è sempre in fermento, pensa continuamente a migliorare La Piantata che ogni anno è oggetto di lavori di ampliamento o ristrutturazione. Le novità si annunciano spettacolari. «Presto faremo un centro benessere, una spa, in mezzo all’uliveto, qualcosa di suggestivo con vasche relax, tisanerie. E avremo anche un appartamento con piscina interna».