Ricchi sapori che allungano la vita, parola di nutrizionista, certificata dall'Unesco che l'ha premiata come “Patrimonio culturale immateriale per l’umanità”

L’Italia un paese ricco di bellezza, ma non solo, ha dalla sua tanti prodotti da mettere in tavola: Il pesce, la pasta, le verdure, i legumi, la frutta, l’olio extravergine d’oliva. Ingredienti fondamentali, dai sapori unici e ricercati, che sono alla base della dieta Mediterranea.

Una ricchezza ineguagliabile, sempre apprezzata dai turisti che ogni anno visitano lo stivale e premiata nel 2010 dall’Unesco come “Patrimonio culturale immateriale per l’umanità”. Importante risorsa di un Paese dalla posizione geografica favorevole, legato alla tradizione dell’ospitalità, alla cura nel dettaglio e all’amore per la cucina.

La dieta Mediterranea fu descritta per la prima volta da uno studioso americano, Ancel Key, il formulatore della Razione K, che condusse uno studio durato parecchi anni, lo “Seven Countries Study”, grazie al quale dimostrò come un regime alimentare bilanciato, ricco di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, fosse alla base per migliorare l’aspettativa di vita e le condizioni generali di salute.

Pesce azzurro, tonno, sarde e sardine, così come i ceci e le fave unite alla pasta: base per rallentare l’invecchiamento e prevenire infarto, ictus, diabete e parkinson

I ricercatori che continuarono le ricerche a favore della dieta Mediterranea dimostrarono negli anni come il pesce azzurro, il tonno, le sarde e le sardine, così come i ceci e le fave unite alla pasta, sarebbero alla base dell’alimentazione per tenere lontana la produzione di eicosanoidi cattivi come le prostaglandine, molecole in grado di provocare l’infiammazione e l’invecchiamento precoce dei tessuti.

Sardine

Le sardine sono elemento base della Dieta Mediterranea

Gli ingredienti tipici d’innumerevoli ricette della nostra tradizione sarebbero anche la fonte d’importanti elementi nutrizionali che preserverebbero dalle malattie del benessere e della sedentarietà come l’ictus, l’infarto, la cardiopatia ischemica, il diabete, l’ipercolesterolemia e il Parkinson.

Il consiglio, che giunge dai laboratori universitari e dai luminari del settore, è quello di lasciarsi pur sedurre dalle tentazioni di un buon piatto cucinato con tanto amore come i Perciatelli al sugo di baccalà, le melanzane ripiene con tonno, o ancora le sarde con cipolla e pomodorini, la pasta e ceci o la minestra di fave e cicoria selvatica, perché contribuirebbero a introdurre le giuste dosi di quei macronutrienti tanto salutari.

Molti scienziati, infatti, supportano la tesi che il cibo abbia la potenzialità di un farmaco e una volta metabolizzato andrebbe a modulare la risposta ormonale con effetti che sarebbero centinaia di volte più potenti rispetto a una tradizionale medicina.

Insulina, glucagone e cortisolo sono fra i principali ormoni modulati dai macronutrienti presenti nel cibo e la composizione tipica dei piatti mediterranei, con le giuste dosi di carboidrati, proteine e grassi, sarebbe vincente per mantenere costante i livelli di tali ormoni.

L’equilibrio biormonale non sarebbe il solo effetto benefico della dieta tanto amata. Continua la lettura dell'articolo completo "Dieta Mediterranea: ricchi sapori per prevenire malattie e allungare la vita" sul numero 01 della rivista De-Gustare a pagina 13.