Mela verde e zenzero; Limone di Sorrento; fragola Candonga della Basilicata; il gusto di Elisa. Elisa non è una varietà di frutta ma il nome del sapore proposto da un cliente, a base di tè matcha e granella di nocciole Piemonte. Accade a Gusto 17, gelateria aperta a Milano due anni fa in via Savona da un gruppo di tre amici under 40, Rossella Devita, Stefania Urso e Vincenzo Fiorillo: provenienza da Cilento e Salento e ambito professionale che spazia dal marketing al food alla revisione dei conti. Il format innovativo è quello di proporre una gamma di sedici gusti, ma il diciassettesimo lo decide il cliente. In tempi di condivisione, anche il menu si fa insieme con l’utente. Ingredienti top italiani, rispetto della stagionalità ed estrema attenzione alla naturalità sono gli altri elementi chiave. Un’idea premiante, tanto che il 17 maggio aprirà un secondo locale, sempre a Milano, in via Cagnola 17.

Gusto 17 sviluppa anche gusti particolari ispirati a opere di designer e stilisti in occasione di eventi, come il verde Cardin preparato con alga spirulina e yogurt greco

«Tutto nasce una sera con l’idea di creare qualcosa di innovativo nel food – spiega Rossella che incontriamo a Seed&Chips – E ci è piaciuta l’idea di sperimentare sul gelato. Vincenzo aveva anche un nonno con esperienza di quel tipo. Da qui nasce Gusto 17, un’agri-gelateria. Dedichiamo un’attenzione pazzesca agli ingredienti: facciamo tutto noi, niente conservanti, coloranti, emulsionanti o preparati industriali, le nuance sono delicatissime e la consistenza morbidissima».

All’assaggio si sente una marcia in più. L’attenzione agli ingredienti si coniuga attraverso la collaborazione con grandi aziende del made in Italy. «Amiamo la commistione con i produttori – sottolinea – Ci piace far conoscere le eccellenze italiane attraverso il gelato. In occasione della Milano Food Week abbiamo creato tre gusti particolari: con riso Carnaroli di Primavera Foods, un’azienda che raccoglie piccoli produttori bio della Pianura Padana; olio al limone di Antico Frantoio Muraglia, altra eccellenza pugliese, abbinato a crema al basilico; e abbiamo reinterpretato un classico come la crema pasticcera, cui abbiamo abbinato Aceto balsamico di Modena di Acetaia Giusti (dal 1605, ndr)».

Gusto 17 propone normalmente 16 gusti, alcuni base, altri che ruotano su cadenza settimanale e giornaliera: prevede sempre gusti gourmet e quelli alla frutta per vegani e intolleranti (niente soia, solo latte per esaltare i sapori). «Il cavallo di battaglia è il pistacchio salato, 100 per cento Sicilia, da un piccolo produttore di Bronte poi la Nocciola Tonda Gentile Igp. Tra le idee più innovative una birra al cotto di fichi di Donna Francesca, azienda pugliese, abbinata a granella di arachidi salate».

Ma la sorpresa è il diciassettesimo gusto, quello dei desideri, creato dai clienti. «Ci mandano i suggerimenti via social o in gelateria dove lasciano un biglietto con gli ingredienti con cui vorrebbero comporlo. Noi raccogliamo le proposte e via via li realizziamo, sempre che rispettino la naturalità e la stagionalità (il gusto fragola già dal 20 di giugno non è più in lista). Il gusto nuovo prende il nome della persona che ce lo ha richiesto e resta in carta per una settimana».

Il fortunato format caratterizzerà anche il nuovo locale che il 17 maggio apre in via Cagnola 17. Grande attenzione è riservata anche in chiave salutistica, una rivoluzione che sta investendo il mondo delle gelaterie da qualche anno. «Stiamo lavorando per la riduzione al minimo degli zuccheri, ma non usando la stevia. Una sfida complessa».

Gusto 17 realizza anche gusti ispirati a eventi legati all’arte. «Durante la Design Week ci siamo fatti ispirare da tre opere di design internazionali, come l’egg chair, la poltrona a forma di uovo: da lì lo spunto per realizzare un gusto di crema all’uovo di Paolo Parisi amaretto e fondente. In occasione della Fashion Week, creiamo una limited edition di gusti che richiamano colori iconici di stilisti, senza uso di coloranti. Tra questi il verde Cardin: una base di yogurt greco, miele, noci e alga spirulina che gli dà naturalmente quel tono cromatico».