La Guida ViniPlus 2018 sarà distribuita gratuitamente a 800 ristoranti ed enoteche della Lombardia per far conoscere meglio i migliori vini del territorio

Il vino lombardo gode di ottima salute e ha punte di autentica eccellenza in grado di competere con il top nel mondo. È questa la fotografia scattata dalla Guida ViniPlus 2018 redatta da Ais, giunta alla dodicesima edizione. I numeri sono inequivocabili: 124 vini premiati con le quattro Rose Camune, il massimo voto, di cui 50 con lo speciale riconoscimento della Rosa Oro, un premio per la particolar valorizzazione del vitigno o del terroir.

Ben 124 etichette premiate con le 4 Rose Camune dalla dodicesima edizione della guida firmata Ais: domina la Franciacorta

Sono invece 706 le etichette che hanno meritato le tre Rose Camune. In totale 233 cantine recensite con 108 degustatori Ais coinvolti (seimila dei 40 mila soci nazionali sono della Lombardia) e circa 900 campioni giudicati attraverso una degustazione alla cieca.

«La stessa bottiglia di vino è stata valutata in contemporanea da tre diverse commissioni e ognuna non poteva comunicare con l’altra» ha ricordato Luigi Bortolotti, responsabile degustatori Ais Lombardia alla presentazione della Guida, all’Hotel The Westin Palace di Milano.

Andando a scorgere l’elenco dei 50 vini top, è la provincia di Brescia a fare da padrone con 22 etichette, quasi tutte della Franciacorta Docg. Tra i grandi nomi, l’Extra Brut Cuvée Anna Maria Clementi Riserva (e Rosè) 2007 di Ca’ del Bosco, oltre 100 mesi sui lieviti; classici come il Brut Satèn Palazzo Lana Riserva 2008 di Berlucchi o l’Extra Brut Vendemia Pas Operé 2010 di Bellavista. Tra i più interessanti alla degustazione, Mosnel con l’Extra Brut Ebb 2012 e il Pas Dos Rosé Parosé 2011.

 

Pavia eccelle con il Monsupello Pinot Nero metodo Classico Pas Dosé Nature, il raffinatissimo Loghetto 2016 dei Fratelli Agnes già premiato da Luca Maroni come miglior rosso di Lombardia.

Quindi Sondrio, con i superbi rossi di montagna: da Arpepe a Rainoldi all’interessantissimo Sforzato Valtellina Albareda 2015 di Mamete Prevostini. E poi Bergamo con il Moscato di Scanzo Serafino 2013 e Mantova con il Garda Riesling Paroni 2016 La Prendina, che entrano nell’élite delle Rose Oro Camune.

Tra le altre 74 etichette che hanno meritato le 4 Rose Camune, ci piace citare aziende che De-gustare ha avuto modo di raccontare, come Castello Bonomi e il Castello di Gussago La Santissima.

A riprova di una sensibilità ormai sempre più diffusa di un’etichetta trasparente anche per il vino, il volume riporta anche il contenuto di solfiti e segnala con la Rosa Camuna Verde le bottiglie con un contenuto di solforosa inferiore a 75 mg/l. Un’indicazione utile al consumatore attento anche al lato green del prodotto.

Sebastiano Baldinu, curatore della Guida, ha ricordato come emerga «l’alto livello qualitativo dei vini lombardi» e come sia stato «l’Expo a generare nei produttori lombardi un crescendo di stimolo per alzare l’asticella».

Nella panoramica dei territori, secondo l’analisi di Baldinu, stanno emergendo alcuni fenomeni. In Valtellina piccoli produttori di classe si stanno affiancando ai grandi nomi. In Franciacorta si stanno attuando sperimentazioni di altissimo livello. C’è poi il Lugana, un fenomeno per l’export in Germania e Nord Europa. A Bergamo stanno nascendo ottimi prodotti metodo classico e tagli bordolesi sempre più raffinati. A Mantova il Lambrusco combatte ormai bene con quelli emiliani. Pavia ha potenzialità infinite e la qualità, a partire dal Pinot Nero, sta crescendo «in modo esponenziale». Piccoli realtà molto interessanti si stanno facendo conoscere anche nell’area di Como-Lecco-Varese e sono riportate nella Guida con tre Rose Camune (tra queste, Le Terrazze di Montevecchia, Santa Croce, Cascina La Costa).

La Guida verrà inviata a circa 800 enoteche e ristoranti della Lombardia, un modo per fare crescere carte di vini di qualità. «Vogliamo più vini lombardi in carta – ha detto Fiorenzo Detti, presidente Ais Lombardia – che ha voluto ringraziare anche il professore Leonardo Valenti del dipartimento di Scienze agrarie e ambientali dell’Università degli Studi di Milano per aver curato le descrizioni dei territori lombardi.

Alla presentazione della dodicesima edizione erano presenti anche i vertici di Regione Lombardia, che ha contribuito alla sua pubblicazione: il governatore Roberto Maroni e il vicepresidente Fabrizio Sala che ha definito il volume La «Bibbia della Lombardia». «La Guida promuove una delle tante eccellenze lombarde – ha commentato Maroni – La Lombardia è la prima regione agricola d’Italia e la Regione sostiene strategicamente il comparto. Basti ricordare che per il quinquennio ha destinato alle aziende 1,5 milioni del Psr (Programma di sviluppo rurale), di cui 198 mila euro presi dal bilancio della Regione e il resto da fondi Ue e governativi».

A sottolineare il peso sempre più importante dei vini lombardi ci ha pensato Antonello Maietta, presidente Ais nazionale, il quale ha ricordato come nella Guida Ais nazionale la Lombardia abbia guadagnato 4 pagine in più «sottratte alla Toscana».