Dal 5 al 6 maggio si terrà Gocce di Stilla al Palazzo delle Stelline di Milano, il primo evento, organizzato da Anav, che celebra la grappa con decine di distillerie e le migliori etichette. Da provare anche con Gorgonzola, Lardo di Colonnata, crudità di pesce o come gelato molecolare. Spazio anche ai cocktail

Spirito italiano. Se il trend vira verso il gin e il rum, con un forte ritorno del whisky, la grappa, il distillato made in Italy per eccellenza (acquavite di vinaccia prodotta in Italia e da vinacce solo nazionali), rialza la testa con un grande evento teso a esplorarne la sua piacevolezza e potenzialità. In tutte le direzioni. Da sabato a domenica 5 maggio, al Palazzo delle Stelline di Milano, andrà in scena Gocce di Stilla, prima manifestazione che celebra lo spirito italiano, organizzata da Anav (Assaggiatori Grappa e Acqueviti), associazione che il prossimo anno festeggia i 40 anni.

Oggi il trend premia le grappe affinate nel legno, più morbide, ma piacciono anche quelle da monovitigno aromatico, come Moscato e Gewürztraminer

Decine le distillerie, dal Nord e Centro Italia, che saranno presenti con i loro prodotti lungo i chiostri del Palazzo: dalla friulana Domenis 1898 alla trentina Segnana Fratelli Lunelli, ai novaresi Fratelli Francoli, fino a Nannoni Grappe di Civitella Paganico (Grosseto), passando per la piemontese Mazzetti d'Altavilla.

Ricco il programma delle degustazioni abbinate. Scordatevi l’idea del grappino dopo pasto: roba superata. Oggi le grappe possono accompagnare ed esaltare raffinate portate. Si accostano ai formaggi, per esempio. Durante la kermesse si potrà sperimentare il matrimonio tra grappe giovani e gli erborinati (una grappa di Arneis è perfetta con un Gorgonzola); le aromatiche di Moscato o Gewürztraminer con i semistagionati; le invecchiate con gli stagionati.

Ci sarà poi occasione di provarle con i salumi, come il Lardo di Colonnata: addirittura con i crostacei, branzino e salmone. La versatilità suggerisce intriganti incontri con cioccolato e gelato. Una vera chicca sarà la possibilità di degustare, dopo l’anteprima alla Mig di Longarone, un gelato molecolare alla grappa, preparato con azoto liquido. Da non perdere l’Aperitivo Spiritoso, sabato sera, con la degustazione del «Miglior cocktail alla Grappa», un’iniziativa di Abi (Associazione barman italiani).

Il mondo della grappa è oggi costituito da 500 aziende che danno lavoro a 4800 persone da Nord a Sud (ci sono distillerie anche in Sicilia). Un esempio di economia circolare, perché di fatto riutilizza e nobilita scarti del vino (le vinacce). Si va dalle grappe piemontesi, più piene, a quelle venete e trentini, più gentili. Ultimamente piacciono molto le grappe affinate in legno, che conferiscono maggiore morbidezza e tratti più femminili. O quelle che derivano da monovitigni, come lo Chardonnay, ma soprattutto Moscato o Gewürztraminer che sono vitigni aromatici.

«Non è solo un fine pasto – rimarca Paola Soldi presidente di Anav – la grappa ha diverse possibilità. E noi siamo l’unica associazione ad aver codificato un metodo di assaggio. Oggi per sfondare all’estero devi avere il legno – fa notare – l’invecchiamento è il sistema preferito. Lo constatiamo anche davanti a un banco degustazioni: il consumatore si fionda sull’invecchiata attirato dal colore. Anni fa questo sistema le rendeva imbevibili, oggi invece i distillatori sono riusciti a creare un prodotto gradevole e armonico».

Marinature, cioccolato e gelato sono le nuove vie di esplorazione del mondo grappa. «I grandi chef l’hanno portata nelle cucine – ricorda Simone Furlini presidente di Anag Lombardia – viene usata nelle marinature di carne o pesce grazie ai profumi più delicati del vino. O per nebulizzare i piatti».
Ma è in corso anche una trasformazione qualitativa del prodotto. «Oggi si stanno producendo grappe più morbide e la stiamo sperimentando anche in miscelazione – fa sapere Emanuele Sangermano, bartender di Abi Professional che riunisce 400 soci – Ha un elevato residuo aromatico ed è più difficile da mixare rispetto a una vodka che è neutra, ma noi puntiamo allo sdoganamento: si miscela bene, per esempio, con miele e zenzero».

«Le donne hanno un palato raffinato ed esigente – afferma Elisa Mazzetti, presidente dell’associazione Donne della Grappa – se vengono conquistate loro, è più facile che si conquisti il mercato dei consumatori».

La trasformazione del prodotto è d’obbligo anche per rispondere alla concorrenza sugli spiriti: oggi imperversa il gin, ma vanno forte anche tequila, rum, whisky. «Oggi si produce gin nell’arco alpino e all’estero la grappa sta perdendo terreno a vantaggio di quest’ultimo – sottolinea Giorgio Colli, docente internazionale sui distillati – meno 30-40 per cento il calo di produzione negli ultimi due anni. C’è chi lavora su grappe meno pungenti. Ma fare sistema è la soluzione».

«La grappa ha avuto diversi cambiamenti di produzione a livello tecnico – ricorda Paolo Brogioni, direttore di Assoenologi – Le caratterizzazioni, come i monovitigni, le grappe da vinacce fermentate, sono un’opportunità da cogliere. Ma oggi il mercato lo fanno i giovani: inventiamoci allora il Grappa Tonic!».

Domenica 6 maggio sarà l’occasione anche di conoscere i vincitori della 35edizione del concorso Alambicco d’oro, che premia le migliori grappe distinte nelle diverse tipologie.