Il mondo del gin si arricchisce con Ginarte, un nuovo distillato prodotto con 13 botaniche, alcune particolari, usate dai pittori rinascimentali per ottenere i colori per le loro tele. La bottiglia sarà personalizzata con delle opere di Lou Thissen dedicate a Pontormo

Questa è l’era del gin. Nel giro di pochi anni è diventato il protagonista assoluto delle serate di milioni di persone in tutto il mondo: re incontrastato in molti cocktail. Ma non esiste un solo gin, anzi, questo successo ha portato molte realtà a proporre la propria ricetta. Frutto della ricerca delle migliori botaniche, per creare l’alchimia perfetta. Non sfugge a questa regola anche Ginarte, un premium gin al 100 per cento italiano, dal cuore toscano, una novità firmata Cavalli e distillata da Francoli a Ghemme (No).

Per ottenerlo si fanno tre diverse infusioni per preservare profumi e sapori

Ginarte è un gin frutto di un’idea: celebrare l’arte. L’Italia ha la fortuna di essere il Paese con più materiale artistico al mondo. Ovunque ci giriamo incontriamo qualcosa. Questo gin vuole essere un omaggio a questo mondo ed è stato pensato, creato e dedicato a chi ama l’arte e ne sa cogliere l’intima essenza. Le 13 botaniche scelte sono la summa di tutto questo percorso e sono state scelte con particolare attenzione.

Le bacche di ginepro, la base per ottenere il gin, vengono raccolte in particolari aree dell’Appenino Toscano, dopo un periodo in infusione in alcol di frumento a 65°, vengono distillate in un alambicco discontinuo sotto vuoto, così da preservare tutti i profumi, anche i più delicati. Una seconda serie di botaniche, Nipitella, Zafferanone, Roseda Odorata, Robbia e Guado di Montefeltro, subiscono un processo simile, ma stanno in infusione in alcol a 55°, sempre di frumento, poi anche loro vengono distillate con lo stesso sistema. La terza serie, Angelica, Lavanda, Ibisco, Fiori di sambuco, Germogli di pino, Pino mugo, Aghi di abete, affrontano lo stesso processo della serie precedente.

Tutti e tre questi distillati vengo poi uniti insieme, mescolati secondo la ricetta elaborata per ottenere il miglior equilibrio. Dopo alcuni giorni di riposo viene aggiunta acqua purissima per per portare la gradazione alcolica a 44° e, dopo una filtrazione a bassa temperatura, il Ginarte è pronto per essere imbottigliato.

Alcune botaniche sono state scelte anche per il loro legame con il mondo dell’arte e in particolare con gli artisti del Rinascimento, un periodo vissuto da protagonista dalla Toscana in generale. Nepitella, Cartamo, Reseda odorata, Guado di Montefeltro e Robbia erano usate dai pittori per ottenere i pigmenti colorati necessari a creare le loro opere.

Il legame con l’arte non si ferma qui, ma continua con la bottiglia. È stata creata in modo da poter essere usata come una tela bianca da parte di un artista che la potrà personalizzare con le sue opere. L’etichetta laterale servirà proprio a questo scopo. Il primo artista chiamato a dare il proprio contributo è il pittore olandese Lou Thissen. In onore del pittore toscano Pontorno ha creato tre diversi dipinti che andranno ad abbellire e rendere unica ogni bottiglia di Ginarte.

Gli ultimi artisti che avranno il piacere di utilizzare Ginarte saranno i barman e gli esperti di cocktail che potranno dare vita a nuovi mix o arricchire i classici con gli aromi unici di questo gin. Per provarlo si può andare al Just Cavalli di Milano, dove questo gin è stato presentato, lì i barman del locale sapranno creare cocktail capaci di esaltarne il sapore unico.