A Grottaglie, città famosa per le sue ceramiche, la designer Enza Fasano ha creato nuovi oggetti per casa e tavola reinterpretando la tradizione

I musei sono pieni di manufatti di ceramica che raccontano come quello materiale ha da sempre fatto parte della nostra storia e lo si è sempre trovato in cucina e in tavola. Enza Fasano ha continuato questa millenaria tradizione, a Grottaglie, in provincia di Taranto, nella sua bottega ha dato vita a nuovi oggetti di ceramica, rielaborando la tradizione pugliese con questo materiale.

Nuove forme e colori per dare nuova vita agli oggetti

La sua nuova collezione trae ispirazione dagli oggetti usati un tempo sulle tavole pugliesi. Si tratta di interpretazioni che permettono nuovi usi, come le capase, antiche anfore in terracotta usate per conservare le friselle e i fichi secchi arrostiti con le mandorle, diventano tazze da caffè.

La designer pugliese continua la tradizione familiare: il padre, Nicola Fasano, è uno stimato maestro d’arte. Anche il nonno Francesco è stato un abile creatore di ceramiche. Enza affonda le sue radici in questa arte e la fa propria rielaborando le forme e i colori della tradizione di Grottaglie. I suoi oggetti d’arredo si spingono verso l’alto, sono il risultato di tecniche e stili in cui si intrecciano tradizione, estetica contemporanea, ricerca e sperimentazione. Ogni progetto è la rivisitazione di forme antiche della tradizione grottagliese in passato utilizzate solo per uso domestico. Gli oggetti ottenuti sono caratterizzati da linee semplici ed eleganti, colori di tendenza, quali il grigio, il tortora e tinte di terra intervallati da segni grafici sottili e forti.

Le sue nuove creazioni, tutte presenti nel suo showroom a Grottaglie sono Slim, oggetti tradizionali che servivano per versare vino, acqua e olio ora dalla forma allungata. Il Gallo Pazzo, un piatto ornamentale che si riconduce alla tipica immagine del galletto altezzoso con coda piumata e barbigli prominenti. Il vecchio vaso da notte, invece, è riproposto come centrotavola. Le Pupe, con e senza baffi, anche nella versione a cavallo, per ricordare la fuga dello sposo dal castello, utilizzati anche come candelieri o base per lampade. Per la tavola Enza ha realizzato dei servizi di piatti con bordo pizzolato in diverse nuance. Ad aiutare Enza nella realizzazione di tutte le sue opere c’è il marito, Salvatore Santoro, esperto nella ricerca e nella sperimentazione dei colori, e sua figlia Giovanna, designer anche lei che propone sue collezioni dal design particolare.