L’azienda riconosce la scarsa trasparenza in etichetta in prodotti a marchio non Coop, una criticità evidenziata da un’inchiesta di De-gustare

La tracciabilità doveva essere il fiore all’occhiello del nuovo Supermercato del futuro aperto a Milano da Coop lo scorso dicembre. Peccato che funzioni solo a metà: ovvero per i prodotti Coop viene indicata la reale provenienza della materia prima, per gli altri domina l’anonimato, come dimostra una nostra recente inchiesta.

Raccolto il suggerimento per l’area ristorativa di indicare sempre al cliente la presenza di iPad dove consultare la lista degli ingredienti

Abbiamo chiesto all’azienda spiegazioni, che ci sono state gentilmente fornite. «Ci auguriamo – dice la nota dell’azienda – che, anche a fronte della sensibilizzazione di De-gustare sul tema, si possa arrivare ad avere una completa tracciabilità di tutti i prodotti presenti nel Supermercato del futuro a Milano. Il problema non è insolubile. Per i nostri prodotti a marchio Coop ci basiamo su un percorso già rodato, che ci permette di arrivare velocemente a comporre tutte le informazioni. Nel caso dei prodotti da industria, invece, l’unico bacino di riferimento comune è il “Servizio Immagino di GS1”, nel quale le informazioni coincidono con quanto riportato in etichetta. Siamo ovviamente disponibili – si scrive – a integrare quanto le industrie vogliano comunicarci in più».

Ci piace lo spirito positivo con cui è stato letto il nostro articolo. E, vista l’unità di intenti, nella direzione della tutela del consumatore, ci promettiamo tra sei mesi di fare un ennesimo «tagliando» di prova nel Supermercato del futuro.

L’altro punto critico che avevamo evidenziato riguardava la parte ristorazione annessa al Supermercato, Fiorfood Cibo & Incontri. Alla nostra richiesta di presenza di allergeni o sostanze che potessero generare intolleranze nei piatti del giorno, ci era stata fornita una risposta dopo un consulto verbale volante in cucina. Il servizio viene gestito da un ente esterno, Gate Food scrl.

«Il sottoscritto, tecnologo alimentare, forma tutto il personale che viene o si suppone possa venire a contatto con gli alimenti – spiega il presidente Gianpaolo Gallorini – Nella formazione, della durata di circa 4 ore, oltre alla regolamentazione europea, ai diversi decreti italiani e alle leggi regionali, il personale viene edotto sugli aspetti microbiologici (biologia della crescita e riproduzione e approfondimenti sui batteri che possono compromettere la salute delle persone); conservazione dei prodotti alimentari; etichettatura; malattie alimentari con specifico riferimento a infezioni, intossicazioni, tossinfezioni, allergie e allergeni, intolleranze, glutine, istamina e legame con il tonno».

«Prima di ogni servizio – continua – come avviene in ogni ristorante stellato, il cuoco ha la disposizione di effettuare un briefing con tutto il personale di servizio dove espone le ricette e i possibili allergeni, nonché la presenza di glutine o meno all’interno delle pietanze. Per quanto riguarda il cliente, questo ha a disposizione, su due iPad (accanto al bar, di fronte al self service), per ogni pietanza proposta, il libro ricette con all’interno evidenziati in maiuscolo tutti i possibili allergeni o prodotti che contengono glutine. Molti clienti – fa sapere – sono felici del servizio offerto come dimostrano i 32.224 pasti serviti in 7 mesi di attività. Il management di Gate rimane comunque sempre disponibile al miglioramento. E sono felice per il suggerimento di De-gustare. Ho detto ai ragazzi della cucina che in ogni caso devono far presente che ci sono gli iPad dove consultare la lista degli ingredienti di tutte le ricette costantemente aggiornate».

Ci rallegriamo che anche in questo caso il nostro consiglio sia stato considerato utile a migliorare il servizio, per una maggiore sicurezza a favore del consumatore. Le mere comunicazioni verbali sui piatti in carta possono sempre generare pericolose incomprensioni. Una persona allergica ha invece necessità di estrema chiarezza a tutela della propria salute.