I sei finalisti italiani del Cacao Barry World Chocolate Masters sono pronti a sfidarsi a colpi di cioccolato a gennaio al prossimo Sigep di Rimini. Il vincitore andrà a Parigi per la finale mondiale

Una sfida alla ricerca del gusto del cioccolato del futuro. È il Cacao Barry World Chocolate Masters, la competizione più difficile ma anche per questo prestigiosa del mondo dei chocolatier, la grande manifestazione che ogni due anni chiama a raccolta i migliori professionisti da tutto il pianeta e li mette di fronte al compito più difficile: elaborare il prodotto di un piccolo seme e trasformarlo, con il massimo di creatività, fantasia, tecnica e conoscenza del materiale, in quello che potrá essere il gusto del cioccolato di domani. Un misto tra professionalità, arte, tecnologia, innovazione che solo grandi chocolatier come Davide Comaschi sanno combinare nella giusta ricetta.

I finalisti faranno un intenso allenamento alla Chocolate Academy di Milano con Davide Comaschi

È stato proprio il milanese campione del mondo a presentare, nella sede della Chocolate Academy Milano, i sei finalisti delle selezioni italiane che, al Sigep di gennaio a Rimini, si sfideranno per acquisire non solo il titolo di Campione italiano ma anche il diritto di competere per quello di Campione del mondo nella finalissima di Parigi, pochi mesi dopo. Con l'obiettivo di ripetere il trionfo di Davide Comaschi nel 2013. Cosa voglia dire affrontare una prova del genere, in cui ci si trova da soli contro il resto del mondo, lo ha spiegato lo stesso Comaschi.

«Serve allenamento, tanto. Capacità di mettersi in gioco. Capacità di fare squadra».

Già, perché anche se a Parigi, come prima a Rimini, ciascun concorrente si troverà da solo davanti all'immane compito di “stupire” i membri della Giuria, è solo lavorando tanto e tutti insieme che si può veramente costruire un'arte da chocolatier in grado di arrivare sul gradino più alto del podio. Un'arte degna della grande tradizione italiana nel campo del cioccolato.

«Quello che manca, a noi italiani, è proprio la capacità di fare squadra – ammette Comaschi – Perché creatività e fantasia sicuramente non ci mancano, così come la capacità tecnologica di trasformare ogni ingrediente secondo i desideri. Dove siamo carenti è la capacità di lavorare insieme, di combinare il valore dei singoli per dare una vita ad un valore ancora maggiore. Il progetto alla base della Chocolate Academy Milano è proprio questo».

«Per la prima volta quest'anno – racconta Davide Comaschi – il percorso di partecipazione e di allenamento per le selezioni nazionali e per quelle mondiali avverrà attraverso un programma di formazione per tutti i finalisti, con sessioni di stage intensivi che li prepareranno alla finale».

Un modo per combinare le diverse esperienze, professionali e personali, dei sei finalisti italiani, che provengono un po' da tutta la penisola e dalle isole. Dalla Sardegna, da Cagliari, arriva Maurizio Frau, mentre Claudio Sordoni è romano; al brindisino Fabio Ravone si contrappone Nicolas Vella, che “scende” dalle vallate piemontesi; insieme al napoletano Giuseppe Vitale abbiamo la milanese Martina Presta. Un gruppo assolutamente eterogeneo espressione della grande varietà di tradizioni ed esperienze della pasticceria e della cioccolateria italiche.

A Rimini, come a Parigi, i finalisti si troveranno ad affrontare tre grandi temi, tutti focalizzati sul mondo del futuro.

«Studi e ricerche ci dicono che entro il 2025 metà della popolazione mondiale vivrà in città con oltre dieci milioni di abitanti– spiega Comaschi – Sogniamo che queste megalopoli abbiano un cuore verde e siano la fusione armonica di popoli e culture, luoghi di sinergie creative dove l'interazione tra arte, design, gastronomia e architettura garantisca una crescita sostenibile».

Ecco, quindi, che anche i chocolatier di tutto il mondo sono chiamati e disegnare la propria visione di un cioccolato che sia allo stesso tempo fantasia e creatività, tecnologia e – naturalmente – ripetibilità. «Perché bisogna curare ogni giorno il proprio cliente come se si fosse al Campionato del mondo», dice Comaschi.

Quali sono i temi della competizione? Se le città del futuro saranno contrassegnate da orti verticali, tanto verde, piante felici, cibo 3d, riduzione degli sprechi alimentari, packaging commestibile e cibo in movimento (lo street food) ecco allora che per vincere l'agognato titolo si dovrà declinare tutto questo nelle tre prove messe in programma: la “Pièce artistica, il Futropolitan”, una scultura in cioccolato che interpreti il tema Futropolis, città del futuro; “Gusti freschi a Futropolis”, una creazione di pasticceria fresca realizzata al momento; “Chocolate on the go”, cioccolato in movimento, uno snack al cioccolato da consumare durante la passeggiata.

«Molta attenzione, nei temi del Cacao Barry World Chocolate Masters, viene posta sulla sostenibilità alimentare: è un punto su cui la Cacao Barry Callebaut si è sempre impegnata molto», ha fatto notare Simone Annese, sales director gourmet division della società franco-belga con sede a Zurigo. Un'attenzione che la società, leader mondiale nella lavorazione di prodotti a base di cacao di alta qualità.

«Per questo motivo – continua Annese – Barry Callebat ha lanciato, nel 2016, la più grande sfida sostenibile nella produzione di cioccolato, il progetto 'Forever Chocolate', che include quattro obiettivi che intendiamo raggiungere entro il 2025: sradicare il lavoro minorile dalla nostra catena di produzione; sollevare dalla povertà oltre mezzo milione di coltivatori: ridurre drasticamente emissioni di anidrice carbonica e deforestazione; ottenere ingredienti 100 per cento sostenibili per i nostri prodotti».