Dalle cucine al campo da golf e ritorno, con Chef in Green cuochi stellati e non si sfidano per andare sotto il par. Divertimento e cene a più mani

Il verde del green lascia spazio a quello dell’insalata, il bianco della pallina a quello del piatto, l’acciaio delle mazze a quello delle padelle; una sfida dal campo da golf alle cucine che ha visto protagonisti molti dei migliori chef italiani. Un percorso quello della manifestazione Chef in Green che ha toccato il Golf Club Margara, nell’Alessandrino, il veneziano Ca’ della Nave, passando per il prestigioso Golf Club Des Iles Borromee, sul Lago Maggiore, sino a quello di Lanzo, in mezzo tra i laghi di Como e di Lugano e altre tappe ancora. Prima di arrivare alla conclusione nel suggestivo scenario del Castello di Tolcinasco Golf Resort & Spa, alle porte di Milano. Questa sfida itinerante ha visto dilettarsi sui campi da golf e poi ai fornelli l'eccellenza della ristorazione italiana. Gli Chef e i sommelier presenti, quasi tutti neofiti del golf, hanno dato prova di grande concentrazione nel gioco, la stessa che sono abituati ad avere quotidianamente in cucina e in sala.

Un tour dell’Italia per far scoprire tutti i possibili abbinamenti tra golf e cucina gourmet

Ideata e guidata da Roberta Candus, direttore di Golf & Gusto ed esperta del mondo della ristorazione, nel 2015, Chef in Green nasce dal desiderio di unire il gioco del golf e la cucina d’eccellenza, invitando ristoratori, albergatori e operatori del settore food and beverage a sfidarsi su alcuni tra i più bei campi da golf del nostro Paese. Tutto, naturalmente, all’insegna del divertimento, quasi della goliardia, come indicato anche dallo slogan della manifestazione, “il gioco del gusto, il gusto del gioco”.

Una dozzina, le tappe incluse nel calendario dell’edizione 2018 della manifestazione, la quarta della serie. «Purtroppo un paio, Bologna e Lugano, sono saltate, a causa della pioggia», dirà Tano Simonato, meglio noto come Tano Passamilolio, dal nome del suo locale a Milano, chef stellato e uno dei principali attori di Chef in Green, nonché probabilmente il miglior golfista del nutrito gruppo di ristoratori, albergatori e sommelier che hanno partecipato a Chef in Green.

La giornata di Tolcinasco ha visto oltre 30 chef, provenienti da cucine prestigiose di tutta Italia, sfidarsi sul green in un pomeriggio di gioco ricco di emozioni al termine del quale, rimesse nelle sacche le mazze da golf e ripreso in mano mestoli e taglieri, padelle e pentole, hanno dato vita ad uno show-cooking con degustazioni enogastronomiche ad altissimo livello.

In apertura della serata l’aperitivo appositamente creato dal bartender Cristian Lodi, accompagnato dalla degustazione di piatti come la ‘pasta non pasta’ di Monica Neri, una pasta che al posto del grano ha i legumi – e da qui, il nome stesso dell’azienda, Legù – dal grande valore nutritivo indicata per celiaci e diabetici, ma sasporita e velocissima da preparare (tre minuti soltanto); il prezioso paté de foie gras preparato da Bernard Fournier, chef francese trapiantato a Campione d’Italia, al ristorante La Candida; il salame di anatra Quack, marchio dell’Azienda agricola Madonnina, presentato dal marketing manager Greta Pavan.

A seguire la cena a più mani presso il ristorante “Il Tolcino, restaurant & louge”, diretto con maestria dal giovane e apprezzato chef salentino Tommaso Mandorino. Sette i grandi chef che si sono susseguiti ai fornelli: Bernard Fournier, Francesco Manograsso, Giuseppe Lo Presti, Cristian Benvenuto, Filippo Sinigalli, Alessandro Donatello e Christian Turra, e infine il ‘padrone di casa’, Tommaso Mandorino. A chiudere in dolcezza il dolce del pastry chef Matteo Cocchetti.

Facendo proprio al massimo lo spirito della manifestazione i sette si sono divertiti a reinterpretare ricette e piatti, arrivando quasi a ‘distruggere’ (in senso buono) famosi esempi delle nostre cucine regionali. Come ha fatto Cristian Benvenuto, con il suo ‘cannolo di gambero’. «Volevo dare tutto il sentore dei profumi della mia Sicilia – ha detto il trentunenne cuoco de La Filanda di Macherio – Per farlo, sono ricorso alla divisione degli ingredienti, per consentire di assaporare il gusto di ciascuno in modo indipendente».

Splendida nella sua semplicità la proposta di Bernard Fournier: uovo, pane grattato, parmigiano reggiano e pomodoro, ingredienti di tutti i giorni, su cui lo chef francese ha giocato per portare sulle tavole un piatto di grande gusto e anche eleganza. Grandi interpreti di questo spirito ludico e goliardico sono stati anche Christian Turra e Alessandro Donadello: d’altronde, per loro ‘giocare’ con la cucina è affare di tutti i giorni, nel loro ristorante di montagna, il ‘Un mare di neve’ di Breuil-Cervinia, in cui si serve pesce di mare!