Avviata la collaborazione tra Ceresio7 e la ligure Galateo&Friends per “vestire” un selezionato olio di olive Taggiasca con un design d’autore

Focalizzarsi sul buono può essere limitante in un Paese che è noto anche per moda e design. Nel food serve anche valorizzare il packaging. È quello che fa Galateo&Friends, brand ligure che dal 2002 distribuisce una selezione di prodotti seguendo la filosofia del «buono nel bello». A cominciare dall’olio extravergine d’oliva, che produce.

L’executive Elio Sironi. «L’olio è un come l’ossigeno: quello buono è indispensabile ed è entrato nel gelato e nella mixology»

A questo brand si è affidato Ceresio7 per una limited edition di due oli. Una confezione evo di cultivar Taggiasca e un condimento piccante a base di olio extravergine, due prodotti iconici che esaltano l’italianità.

La scatola è un cartonato eco-friendly. La veste delle bottiglie è pop, con disegni che strizzano l’occhio a Basquiat e Picasso e ritraggono lo chef Elio Sironi e gli stilisti Dean e Dan Caten. «Ci siamo scherzosamente rappresentati in una bottiglia d’olio meravigliosa – ha raccontato Edoardo Grassi, che si occupa della direzione – Ci rappresenta a 360 gradi: ironici, artisti, in controtendenza».

«Abbiamo cominciato a pensare a un packaging accattivante una ventina di anni fa – ha spiegato Marco Bonaldo, titolare della Galateo&Friends, azienda che fa parte del gruppo Casa Olearia Taggiasca – Allora il progetto non era stato capito, da 4-5 anni è di moda e siamo completamente nel mood. È assolutamente un veicolo del made in Italy. Customizziamo con design d’autore: stilisti, chef, artisti, architetti».

I prodotti vanno in tutto il mondo (con marchio anche kosher e halal). Il brand fattura 5-6 milioni, di cui il 60 per cento maturato con l’export. L’80 per cento è private label. Tra i clienti ci sono chef del calibro di Massimo Bottura, Heinz Beck, Alain Ducasse, Daniel Humm. Stilisti come Armani, Donatella Versace, la gallerista Carla Sozzani che ha fondato Corso Como 10, Bulgari. Arrivano alla Rinascente come ai magazzini Lafayette a Parigi o da Selfridges a Londra.

Non solo bottiglie di olio extravergine. «Abbiamo una quarantina di referenze – precisa – aceti balsamici, di champagne, paste e risi particolari, selezione di pepi e sale. In Medio Oriente piace molto l’oro e lo shining. Abbiamo fatto una collezione con packaging di cristalli Swarovski per l’olio e sta andando molto. In Cina funziona il colore rosso spiccato».

Ceresio7 è un posto meraviglioso, non solo per la vista. Mette totalmente a proprio agio. Ed è in continua evoluzione. «Abbiamo 60 dipendenti. Un posto made in Italiy a 360 gradi » dice Edoardo mentre ci mostra il nuovo sistema di pannelli in vetro a chiusura scorrevoli come ante di un armadio. E che permetterà anche in inverno di godere dal bar, reso più confortevole e isolato climaticamente, della vista sulla piscina, mantenendo il profilo del design.

C’è cura nei dettagli. Sorseggiamo una rivisitazione del Milano-Torino, preparato da Guglielmo Miriello, bar manager. L’alcol non eccede: esplodono invece i sentori agrumati e freschi, la nota citrica del bergamotto, unita alla complessità speziata del barolo chinato Cocchi. Ci servono dei finger food: tartare di manzo e tartufo bianco d’Alba, orata in ceviche con finocchi e arance; salmone e foie gras con mango e peperoncino. Tutto freschissimo.

La degustazione – È tempo di testare i due oli. Galateo&Friends produce 350mila bottiglie d’olio esportato in una quarantina di Paesi. «La Taggiasca è l’oliva più piccola tra le 530 italiane e le duemila nel mondo, ma ha il 25 per cento in più di concentrazione d’olio e si spreme anche il nocciolo – ricorda Alessandro Ferreri – che per l’azienda segue le collaborazioni con i marchi della moda – Circa Il 35 per cento della nostra produzione è bio: serviamo, per esempio il Monte-Carlo Bay Hotel & Resort , l’unico ristorante totalmente bio al mondo».

Cominciamo con un risotto mantecato con olio settimino e parmigiano, broccoli e olive. Un piatto che parla di italianità, senza fronzoli. Perfetto. Passiamo al secondo, manzo all’olio, acciughe e zucca gialla. Per finire con un fondente passion fruit e crumble all’olio con peperoncino che dà una spinta in più al cioccolato, preparato dalla pastry chef Ilaria. Arriva l’executive chef, Elio Sironi, a raccontarci i piatti. «Per me l’olio è un po’ come l’ossigeno – spiega – Il buon olio è indispensabile: è entrato nel gelato, nella mixology. Quello italiano poi ha più appeal rispetto al prodotto greco o spagnolo».

«Siamo forti, non siamo secondi a nessuno. La materia prima è per me la prima cosa – continua – Io faccio poi poca lavorazione. E più vado avanti con l’età, più perdo ingredienti che non servono nel piatto. Si fa in fretta a rovinare un pesce appena pescato! Un cliente francese, dopo aver mangiato dei tortelli di vitello conditi con crema di zafferano, mi ha detto: “La tua cucina arriva dal cuore”».

L’olio brandizzato Galateo&Ceresio7 è già sui tavoli dei clienti che lo chiedono e sarà anche in vendita (la confezione con le due bottiglie, da 0,25 litri ciascuna, è acquistabile presso il ristorante e dal sito di Ceresio7 al prezzo di 60€). «Prima avevamo la carta dell’olio, dell’acqua, poi abbiamo capito che a Milano meno carte porti e meglio è: rimane però quella del vino, con 900 etichette» fa sapere Edoardo.
Ceresio7 è stato inserito in un servizio firmato dal New York Times su come trascorrere 36 ore a Milano.

«Siamo finiti sulla rubrica online, che è seguitissima, e sul giornale cartaceo – ricorda Edoardo – Era il 2015. L’Expo è stato un’enorme pubblicità per Milano. Il turismo è esploso e questo locale rappresenta il made in Italy vestito in maniera internazionale, con 50 per cento di clienti stranieri: europei, Francia, Inghilterra, Nord Europa, ma anche americani, messicani. Oggi in un ristorante si cerca la cordialità, il benessere, il sentirsi a casa. La nostra idea è rendere felice il cliente. Rispettando la tradizione italiana nel cibo e trasmettendo un’esperienza fatta di tanti dettagli».