La Cantina Valpantena ha fatto della ricerca della qualità il cavallo di battaglia e il progetto Brolo dei Giusti, il suo Amarone di punta, ne è l’emblema

Il mondo del vino ha un suo fascino particolare, la bottiglia è solo il momento finale, dietro c’è un mondo che affonda le proprie radice nel territorio portando con sé persone e storie. Cantina Valpantena Verona non è esclusa da questo. Questa cantina sociale è tra le realtà più importanti della Valpolicella, raccoglie attorno a sé 360 soci, 250 conferiscono uva e 110 invece portano olive frutto di un recente ampliamento anche nel settore dell’olio extravergine di oliva che va ad affiancare quello tradizionale del vino.

Una realtà sociale da 10 milione di bottiglie di vino con un 60 per cento che viene esportato

Una storica cantina, fondata nel 1958, dotata di una struttura tecnica che segue in prima persona tutte le fasi di lavoro, dalla vigna alla vendemmia sino alla cantina, affiancando i conferitori. Il risultato di questo lavoro è una costante ricerca della qualità, come ha più volte sottolineato il direttore Luca Degani durante un incontro dove, nell’occasione, abbiamo potuto degustare alcune bottiglie storiche di Amarone.

L’Amarone in questo territorio è sicuramente il vino più importante, ma non bisogna dimenticare anche il Reciotto, il Valpolicella e il Valpolicella Ripasso. Tutti presenti nell’offerta della Cantina Valpantena, una gamma di prodotti arricchita anche da alcuni bianchi provenienti da territori limitrofi come Lugana, Soave, Custoza e un rosato come il Bardolino Chiaretto. Questi sono solo le Docg e le Doc, il catalogo si amplia con gli Igt e gli spumanti. Sono diverse le linee, create per ottenere i migliori vini dalle uve conferite. In totale escono dalla Cantina Valpantena circa 10 milioni di bottiglie e l’export vale circa il 60 per cento del mercato.

Abbiamo avuto il piacere di partecipare a una verticale di Amarone della Cantina Valpantena, della linea di punta Torre del Felasco. Un viaggio nella storia di questo vino che ci ha portato dai giorni nostri sino a bottiglie del 1997. Senza entrare nei minimi dettagli da questa degustazione si è potuto avere l’ulteriore conferma della capacità di affrontare il tempo che ha questo vino. Da scontroso quando è giovane a sorprendentemente piacevole quando il tempo lavora per lui. Per esempio, il 1997, con oltre 20 anni sulle spalle, era ancora ricco di profumi e in bocca mostrava ancora una acidità che faceva salivare, mentre i tannini erano come seta. Un vino da bere da solo, ma non da soli.

Un discorso a parte merita la linea Brolo dei Giusti che nasce dalla volontà di creare un prodotto con una qualità molto alta. Si potrebbe dire che la Cantina Valpantena sia “ossessionata” dalla qualità, perché hanno capito che solo percorrendo questa strada si può emergere sul mercato. L’Amarone Brolo dei Giusti nasce, in pratica, da una realtà a sé stante, direttamente collegata alla cantina sociale. L’obiettivo è presentare un vino capace di reggere lunghi affinamenti, dotato di eleganza, di un equilibrio perfetto. Un vino di personalità che viene prodotto solo nelle annate migliori dalle uve provenienti da tre sole vigne. Oggi in commercio c’è la 2011, le prossime saranno la 2013 e la 2015, quest’ultima si dice che sarà una delle migliori annate dell’Amarone degli ultimi decenni.

Due parole anche sulla vendemmia 2018. Per l’agronomo della cantina, Stefano Casali, quest’annata si presenta senza problemi sul fronte fitosanitario, con uve sane. I grappoli, rispetto alla media degli anni precedenti, sono più pesanti con bucce più sottili. Questo ha comportato una maggiore attenzione durante la vendemmia. Ora solo il tempo ci dirà che vino uscirà dalla cantina.