Per la settima edizione di Bottiglie Aperte, dal 7 all’8 ottobre, ci saranno 200 cantine e 900 etichette in degustazione: già registrati 7mila visitatori

Una manifestazione che ha sette anni di vita è ormai un classico. Vale per Bottiglie Aperte, organizzata da Abs Wine&Spirits, società del Gruppo Aliante, che per l’edizione 2018 si sposta al Supertstudio Più di via Tortona, nel cuore della Milano del design e della moda. L’appuntamento è per il 7 e 8 ottobre ed è il più importante della Milano Wine Week. «In questi sette anni Milano è molto cambiata, sono cambiati i wine lover e le carte vini e anche noi cambiamo pelle per stare dietro a un settore in movimento» ha raccontato Federico Gordini, ideatore del format, nel giorno della presentazione dell’evento.

Da non perdere la masterclass sullo champagne: spazio anche al grande mondo mixology con Gin Giass

Cominciamo dai numeri di una kermesse che vuole essere «nazionale»: aumentano le cantine, più di 200, oltre 900 etichette, più 70 per cento di espositori: un giusto mix tra grandi realtà e nomi più di nicchia, scelte per qualità. Segnaliamo, tra i tanti, La Masera, Marchesi di Barolo, Moser, Cantina di La Vis, Le Marchesine, Ottaviani, Querciabella, Il Consorzio Tutela Vini Doc Colli del Trasimeno, Velenosi, Marisa Cuomo, Cantine Coloso, Gulfi. Più nutrita sarà la presenza di cantine di Marche e Piemonte grazie al coinvolgimento di associazioni che hanno pagato parte della quota del contributo di iscrizione. Ci sarà spazio anche a vini esteri, come l’Alsazia.

Aumenta anche la superficie espositiva, che arriva a 2500 mq, +40 per cento. L’allestimento, curato dallo studio di architettura di livello internazionale AquiliAlberg Architects, promette di essere «eccezionale»: una scenografia dinamica giocata sul linguaggio materico, il legno e le doghe delle botti.

La valenza formativa dell’evento è uno dei punti principali. «Ci rivolgiamo innanzitutto ai professionisti del settore – ha specificato Gordini – ma anche agli appassionati. C’è una necessità di una specializzazione sempre più forte del personale di sala che è poi il terminale vero della vendita del vino negli esercizi di somministrazione. Il 90 per cento dei ristoranti di Milano è di fascia media, che sono il principale mercato delle grandi e piccole cantine».

Il programma prevede le consuete masterclass guidate da grandi firme come Daniele Cernilli e Luciano Ferraro (che porterà Francesco Moser), tra cui un focus sugli champagne da Pommery a Gilbert (il ricavato sarà devoluto all’associazione Pane Quotidiano). Lo spazio food sarà catalizzato dallo chef Paolo Cappuccio, già stellato, che proporrà (a pagamento) i suoi piatti sani e leggeri utilizzando i prodotti di 8 espositori (si va dal cioccolato, al caffè, salmone, formaggi, tra cui Emmi, leader nel settore dei prodotti caseari svizzeri, salumi, piadine e grissini).

Spazio d’obbligo anche agli spirits e al mondo mixology in grande ascesa, con la collaborazione di Giass, il dry gin di Milano che potrà anche essere gustato in cocktail realizzati dai ragazzi del Mag, uno dei locali più noti d’Italia. Non mancheranno i premi, da quelli alle start up innovative del vino (un anno di consulenza strategica gratuita) agli Awards di bottiglie Aperte, assegnati a locali e produttori, dalla migliore carta vini, al miglior packaging.

«All’organizzazione dell’evento collaborano studenti e laureandi di Bocconi, Cattolica e Politecnico – ha ricordato Fabio Dossena, managing partner dell’azienda – Ѐ grazie anche al loro lavoro (pagato), che oggi siamo arrivati a circa seimila operatori horeca iscritti alla manifestazione, che ci attendiamo alla fine in oltre settemila (lo scorso anno con 2800 iscritti, i visitatori sono stati quattromila!).

Di spicco la collaborazione con le Donne del vino. Attesi anche buyer internazionali, pronti a valutare inserimenti di prodotto e discutere contratti, assicura Dossena.