Birre da manicomio è un sito di e-commerce che permette di scegliere tra 500 etichette di qualità provenienti da microbirrifici di tutto il mondo

I beer lover sono in costante aumento. Come i birrifici italiani artigianali, che sono ormai un migliaio, con prodotti di ottima qualità. I consumi nel nostro Paese lo scorso anno hanno superato quelli pre-crisi del 2007, segno che il futuro volge al bello. Aumenta, poi, la voglia di esplorare nuovi stili birrari e conoscere nuove etichette. Per venire incontro a questa domanda crescente è nato Birre da manicomio, un sito di commercio elettronico, sede in provincia di Venezia, che offre una scelta tra 500 etichette artigianali da tutto il mondo (di cui una cinquantina italiane) prodotte da 100 birrifici selezionati.

Etichette-regalo personalizzate, kit-degustazione per stile, abbinamenti a ricette: tante le proposte che vanno incontro alle diverse richieste del cliente

Comprare birra in Rete è facile, comodo e vantaggioso. Nella nuova geografia degli acquisti sono in costante aumento gli e-shopper: quasi 21 milioni gli italiani, con il food and beverage a fare da traino e una crescita che viaggia quasi al doppio (+30 per cento) rispetto agli altri comparti (+19 per cento).
Il progetto nasce nel 2011, ma due anni fa è stato perfezionato, puntando esclusivamente sulle birre. Fondatore della piattaforma è Giorgia Canato, 29 anni. «Provengo dal settore – spiega – sono stata responsabile commerciale dell’azienda di mio padre che importava birre. E mi sono formata sul campo. Qualche anno fa, con importatori dell’America, stavamo facendo una degustazione e un importatore è rimasto estasiato da alcune birre e ha esclamato: “Ma queste sono birre da manicomio!”. Da lì è nato tutto. L’obiettivo – precisa – non è solo vendere, ma ampliare la cultura birraria. Stiamo registrando la crescita di un pubblico interessato a consumare birra artigianale, anche femminile. E stanno avendo un grande successo gli abbinamenti culinari. Noi veniamo incontro a questa domanda offrendo anche kit-degustazione per stile».

Le birre sulla piattaforma sono di alta e bassa fermentazione, tutte artigianali, non necessariamente crude o non filtrate. «Ci siamo riferiti alla definizione classica di birre artigianali – fa sapere – la normativa classica che faceva riferimento all’indice volumetrico. Dunque microbirrifici che non producono più di un certo numero di ettolitri, con certi standard di qualità delle materie prime, diversi dalla birra commerciale».

Tra i brand italiani si trovano, per esempio, Baladin di Teo Musso, considerato il più famoso birraio italiano al mondo, RailRoad Brewery, aperto da soli due anni ma che nel 2017 ha vinto il premio a Rimini Fiera come migliore Saison nel concorso Birra dell’Anno 2017, promosso da Unionbirrai.

Tutte da scoprire le birre estere. «Siamo importatori esclusivi – fa sapere – per un paio di marchi tedeschi, Wildbrau e Riegele (per il Veneto). Riegele in particolare è un microbirrificio della Baviera che sta crescendo tantissimo. In Italia sta spopolando nella ristorazione grazie all’ottimo rapporto qualità-prezzo. Fanno ricerche anche di stili che si avvicinano a quelli americani: sono molto diversi rispetti ai canonici birrifici tedeschi che utilizzano sempre gli stessi e pochi ingredienti. Sono fantastici».

Molto duttile, sul sito, il metodo di ricerca per venire incontro alle differenti richieste, di esperti e neofiti. Un primo test, quello più semplice, parte da una divisione visivo-gustativa in cinque tipologie: bionda, bianca (per la quale si utilizza anche frumento), ambrata, scura, fruttata (come la tipologia Lambic). Si può però partire da un’altra chiave sensoriale, più specifica: acida, amara, dolce, leggera, corposa. Una birra amara, come risultato della ricerca, è per esempio la belga Beer Project Delta Ipa. Uno stile, quello delle Ipa, partito dagli Usa, che sta segnando il trend di mercato e conquistando i giovani, grazie all’intensità e persistenza aromatica di luppoli come Cascade e Citra, che danno sentori agrumati ed esotici, talora di maracujà.

Ha invece componenti acide, per fare un altro esempio di prodotto disponibile, la Nora, una delle birre-manifesto di Baladin, che è stata prova di esame per Simonmattia Riva, l’attuale campione del mondo dei sommelier delle birre.

«Abbiamo fatto tutto uno studio sui filtri e chiavi di ricerca – specifica – in modo da aiutare anche chi non sa nulla di birre a scegliere quella che si più si avvicina al gusto personale. Per semplificare abbiamo anche raggruppato certi sottostile, come Pale Ale o Double Ipa, in macrocategorie. Prossimamente, quest’autunno, introdurremo anche un test iniziale orientativo per chi proprio non ha alcuna idea: niente algoritmi, solo un percorso logico, studiato ad hoc. Ci saranno domande del tipo: “Cerchi una birra per aperitivo o una cena? È per un evento speciale? Cosa ti piace solitamente?” E via di questo passo. Alla fine verranno proposte una decina di birre che possono avvicinarsi a quella desiderata».

Per i più esperti si possono fare anche ricerche per tipologia birraria, dalle Trappiste alle Stout (sono circa 25); oppure partendo dal brand o dalla nazione. Non mancano anche chiavi specifiche come birre bio o senza glutine o non filtrate. Presto se ne aggiungeranno altre, come bassa o alta fermentazione o non pastorizzate ovvero birre «crude».

Ogni birra è accompagnata da una scheda di facile comprensione. Per ognuna è poi indicato l’abbinamento gastronomico. Dal mese di ottobre verranno pubblicate sul sito anche vere e proprie ricette da accompagnamento, che si potranno realizzare facilmente da casa, associate a singole birre o stili.

Le spedizioni di «Birre da manicomio» arrivano in tutta Italia in 24-48 ore lavorative e sono gratuite sopra una spesa di 100 euro, altrimenti si paga 9,90 euro. Ogni due mesi circa questo sito di birre online presenta alcune novità, soprattutto per le italiane, tenendo fissi alcuni prodotti ed etichette cult. Il servizio clienti è composto da uno staff competente di sei collaboratori, provenienti dall’ambiente brassicolo o dal commercio, in grado di dare anche consigli sui prodotti e abbinamenti.

C’è anche la possibilità di customizzare le etichette per eventi speciali come matrimoni, anniversari, compleanni, nonché di acquistare kit-degustazione di un certo stile per regali, oltre a vari gadget, dai bicchieri alle t-shirt. «Noi deteniamo anche un marchio – fa notare – New Art Beer, che deve ancora avere un lancio grazie a una collaborazione diretta con un microbirrificio toscano cui abbiamo dato delle ricette e che ci produce delle birre. Possiamo fare la personalizzazione con questa etichetta sul collo della bottiglia: colore, frasi particolari. Noi – conclude – cerchiamo spesso proposte particolari. Per i birrifici italiani il problema principale sono le accise: faticano a essere competitivi anche se hanno un prodotto di qualità».