Nasce Po Forest, un percorso che fa scoprire le meraviglie della Golena del Grande Fiume che circonda la Antica Corte Pallavicina dei Fratelli Spigaroli

Il Po è il più grande fiume italiano. Il Po tutti sanno cosa è, ma pochi lo conoscono veramente: dal Piemonte sino al Veneto, attraversando tutto il Nord Italia, ha modellato il paesaggio, creando un ambiente unico dove l’uomo ha voluto, potuto, lasciare un’impronta indelebile. Per approfondire la conoscenza del Grande Fiume, alla Antica Corte Pallavicina hanno creato Po Forest, un percorso per esplorare la golena, quel tratto di terreno compreso tra il letto del fiume e l’argine.

Un percorso per scoprire i segreti del Culatello e la bellezza della natura che circonda la Antica Corte Pallavicina

Un anello di circa 1,5 km che. dall’Antica Corte Pallavicina, il regno dei Fratelli Spigaroli, fa fare un viaggio nel tempo. Alla partenza l’impatto antropico è forte, l’agricoltura, la gestione delle acque, l’allevamento segnano la terra. Proseguendo si entra in quello che era il bosco di un tempo passato, dove l’uomo non ha segnato il paesaggio, ma rimane osservatore interessato. Qui la vegetazione, la fauna e le acque si incontrano creando un paesaggio unico. Erbe selvatiche profumano l’aria (alcune vengono usate da Massimo Spigaroli in cucina), il silenzio della campagna accompagna ogni passo.

Se si decide di farne parte si potrà incontrare anche alcuni esemplari della fauna locale, gli insetti non contano: non sono timidi e a loro non interessa il silenzio. Conigli, aironi e altri grandi uccelli, se l’ora è giusta e si è fortunati si potrebbe vedere che lo scoiattolo grigio, la volpe, il capriolo, lo sparviero, la poiana, l’upupa, la ghiandaia.

Le 12 tappe che compongono questo percorso sono bene spiegate nell’audioguida e nella brochure creata ad hoc, quest’ultima può essere acquistata al prezzo di un euro, contribuendo così alla manutenzione del tracciato.

Durante il percorso si passa affianco all’allevamento del maiale nero, i sopravvissuti all’invasione dei maiali inglesi a fine ‘800. Il maiale nero è una razza autoctona, che lasciata libera di scorrazzare nei boschi di querce si nutre delle ghiande, cresce lentamente, nell’arco di due anni, ma la sua carne è molto saporita. Il lardo veniva battuto e usato per insaporire le minestre dei contadini.

Il maiale di origine inglese, invece, aveva il pregio di essere macellabile dopo un solo anno, ma il battuto di lardo rendeva immaginabili le minestre. I contadini, per non perdere il vantaggio dato dalla velocità di crescita di questi animali, sostituirono il battuto di lardo con le conserve del pomodoro. A fine ‘800 nacque così l’industria del pomodoro nell’area di Parma.

Il recupero del maiale nero da parte della famiglia Spigaroli ha permesso a tutti i buongustai di poter assaporare nuovamente i salumi fatti con questo animale, a partire dal lardo che per anni ha insaporito le cene di quegli uomini che hanno cambiato il volto di queste terre.

Alla Antica Corte Pallavicina, inoltre, è possibile visitare il Museo del Culatello e del Masalén, allestito nelle cantine della Corte. Questo museo va ad aggiungersi al circuito dei Musei del Cibo della provincia di Parma. Qui è possibile scoprire tutto sull’allevamento del maiale, sulla sua lavorazione, su come viene raccontato nella cultura popolare italiana ed europea. Si potranno ammirare le riproduzioni di cartoline dedicate ai suini (Massimo Spigaroli ne ha una delle più grandi collezioni al mondo), ma soprattutto la tradizione e gli strumenti del Masalèn, quella figura che girava per le cascina a macellare il maiale. Il nonno degli Spigaroli era uno dei più ricercati della zona e qui si possono vedere i suoi strumenti originali, anche la bicicletta con cui andava in giro.

In quest’area, avendo l’Antica Corte come riferimento, ci sono altri percorsi che si intersecano con Po Forest. Si può visitare, per esempio, il bosco della lite, chiamato così perché in questo luogo si scaldarono gli animi quando il fiume ha cambiato il corso modificando i confini. Si può anche prenotare una gita fluviale per scoprire i sabbioni, le rive e i resti dell’antico castello dei Pallavicino divorato dalle acque del Po. Questo castello, come l’Antica Corte, erano nel Medioevo una postazione fortificata sul fiume dove venivano riscossi i dazi e conservato il sale estratto a Salsomaggiore.