Il 2014 è stato un anno particolare dal punto di vista climatico e la produzione ne ha risentito. I vini proposti all’Anteprima Amarone erano ancora giovani ma con buone prospettive per il futuro

Amarone della Valpolicella 2014, come ogni anno arriva il momento dell’anteprima. Palazzo della Gran Guardia si veste a feste per far conoscere l’ultima annata pronta al commercio.
Il 2014 è stato un anno particolare dal punto di vista climatico, cosa che ha influito sulla qualità del vino in Italia, dando vita a un effetto macchia di leopardo per quanto riguarda la qualità su tutta la penisola. Situazione che si è verificata anche qui in Valpolicella.

La Valpantena come sempre è la vallata che dà i vini più pronti

In Valpolicella il 2014 è stata dunque un anno “difficile”, alcune cantine non hanno prodotto l’Amarone, altre, invece, hanno ottenuto un prodotto interessante nonostante le premesse non fossero delle migliori. La commissione che ha analizzato il profilo sensoriale del 2014, riunitasi a dicembre, ha trovato sostanzialmente un vino con una acidità più elevata rispetto al 2013 e un livello di zuccheri inferiore a 6 g/l.

Due annate, la 2013 e la 2014, definite fresche, con una buona corrispondenza del profilo sensoriale con una intensità delle percezioni leggermente più elevata nel 2013. In generale il 2014, rispetto al 2013, evidenzia note più vegetali e balsamiche, a parità di struttura, sapidità e tannino. Il 2014, inoltre, ha evidenziato una sensibile differenza tra le vallate e addirittura all’interno delle stesse vallate. L’effetto macchia di leopardo accennato sopra.

Durante l’Anteprima Amarone 2014, tenutasi a Verona lo scorso fine settimana, abbiamo potuto assaggiare un po’ di bottiglie del 2014 (non tutte per evidenti motivi fisiologici). Il nostro personale giudizio vede i vini prodotti in Valpantena pronti e di un buon livello qualitativo, mentre quelli provenienti da altre aree sono giovani e come tali dimostrano dei peccati di gioventù.

  • Accordini Stefano, Acinato: intenso al naso. Potente, tannino ancora aggressivo, con una buona acidità, persistente. Giovane, deve stare in bottiglia ancora un po'.
  • Albino Armani: al naso meno intenso del precedente, più fine, in bocca il tannino è forte, ancora deve evolvere, ma ha le caratteristiche per diventare interessante.
  • Bennati: naso ricco di frutta, anche in bocca questa ha il sopravvento, i tannini sono ancora slegati e aggressivi, una buona persistenza finale. Dimostra la giovinezza ma tra qualche anno potrà dire la sua.
  • Bertani, Valpantena: delicato al naso, in bocca il tannino è più rotondo rispetto agli altri, buona persistenza. È pronto per essere bevuto.
  • Bottega, Vino degli dei: Elegante e fine al naso, in bocca ha una buona acidità, presenta note speziate, e il tannino è già più elegante. Un vino che si può bere già subito, ma che tra un po’ di tempo acquisirà maggior finezza ancora.
  • Ca’ Rugate, Punta Tolotti: naso fine, senza particolari sentori di frutta, il bocca il tannino viene equilibrato dall’acidità, prende il sopravvento solo nel finale. Non ha una particolare persistenza, tra qualche anno darà il meglio di sé.
  • Cantina Valpantena Verona, Torre del Falasco: fine al naso, in bocca è ancora elegante, con un buon equilibrio tra acidità. Un vino già pronto, come sempre accade con quelli della Valpantena.
  • Cantina Valpolicella Negrar, Domini Veneti: elegante al naso, in bocca il tannino è ancora vivace, con una buona persistenza. Come molti 2014 è ancora giovane, ma ha tutte le carte in regola per diventare un vino interessante.
  • Cesari: al naso è fine, in bocca il tannino prende ancora il sopravvento, ma nel complesso è equilibrato. Buona la persistenza, ma deve ancora affinare qualche anno prima di raggiungere la maturità. (in bottiglia, ma non ancora in commercio)
  • Collina dei Ciliegi: La posizione geografica ha limitato i problemi climatici e l’Amarone proposto è fine al naso ed elegante in bocca. Un vino pronto con tannini poco aggressivi, la buona acidità fa intuire che l’affinamento in bottiglia riserverà delle piacevoli sorprese.
  • Corte Archi: Al naso la frutta ha il sopravvento, in bocca è ancora il tannino a farla da padrone, ma si sentono note speziate alla fine. Da lasciare affinare ancora per qualche anno.
  • F.lli Degani: Naso elegante, Tannino meno aggressivo rispetto ad altri, un buon equilibrio nel complesso, con note di liquirizia che emergono durante l’assaggio. Da rivedere dopo qualche anno di affinamento.
  • Da questo giro di degustazioni si può capire come il 2014 è variegato e, soprattutto per quelli provenienti dall’area dell’amatone Classico, sia necessario aspettare che la natura faccia il suo corso per farci gustare vini equilibrati sotto tutti gli aspetti.

Gli sforzi fatti dal Consorzio per promuovere L’Amarone, specialmente nei mercati esteri, ha dato i suoi frutti: tutti gli indicatori legati all’export sono positivi. In un periodo dove i vini rossi segnano il passo, il re della Valpolicella cantina cresce del 68 per cento in volumi e del 10 per cento in valore.

«In un anno non facile per il segmento dei rossi fermi italiani – ha sottolineato Olga Bussinello, direttrice del Consorzio tutela vini Valpolicella – l’Amarone conferma il suo forte appeal sui mercati internazionali, complice da una parte la ripresa economica, dall’altra una maggior forza commerciale del nostro tessuto imprenditoriale e del nostro brand. Una buona notizia, che ci permette di festeggiare quest’anno le nozze d’oro della denominazione nella consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta».

Risultati interessanti anche per il mercato italiano. Il 2017 ha fatto segnare un più 20 per cento, dovuto soprattutto al mondo delle enoteche e della ristorazione, ma anche per il flusso di enoturisti che in Valpolicella è in costante crescita, come medie superiori a quelle nazionali. Tutti elementi che hanno contribuito a rendere l’economia del vino uno dei fattori trainanti di questo territorio. I numeri parlano di un giro d’affari di 600 milioni di euro e circa 2300 aziende impegnate. Non resta ora che gustarci un buon Amarone e aspettare il prossimo anno per scoprire cosa ci regalerà il 2015.